| 15 febbraio 2022, 05:30

Trieste, dove anche il caffè diventa arte

Un itinerario turistico porta alla scoperta degli storici caffè letterari, il più antico è il Caffè Tommaseo nato nel 1830

Trieste, dove anche il caffè diventa arte

Trieste è davvero una città cosmopolita. Qui si respira un’aria internazionale, dovuta sia all’intreccio di tanti popoli e culture che nei secoli si sono susseguiti e mescolati, sia alla sua posizione, tra i monti del Carso e quel mare Adriatico da sempre “via delle genti” e dei naviganti.

Centro mitteleuropeo per eccellenza, Trieste è chiamata anche la città del vento, per via della Bora che sul golfo può superare anche la velocità di 100 km orari.

Il centro è elegante, frutto del glorioso passato asburgico che ne fece “la piccola Vienna sul mare”, con il porto affacciato sull’omonimo golfo, lungo una sottile striscia di terra che raggiunge il confine sloveno.

Da sempre ponte tra l'Europa occidentale e quella centro-meridionale, unisce caratteri mediterranei, continentali e slavi. Passeggiando per la città si sente normalmente parlare in sloveno, italiano e tedesco.

Le diverse influenze sono evidenti, sia nel medievale centro storico, che nel quartiere neoclassico di epoca austriaca.

Cuore della città è Piazza Unità d’Italia con gli eleganti palazzi e la panoramica prospettiva che guarda il mare, dove si allunga per oltre duecento metri il Molo Audace.

Oltre la piazza sorge la chiesa greco-ortodossa di San Nicolò, sul Canal Grande, mentre in lontananza si staglia il profilo del castello di Miramare, la bianca fortezza di Massimiliano e Carlotta d'Asburgo.  

Ma Trieste ha anche un’altra particolarità: è la città del caffè.

Porto franco per l’importazione del caffè sin dal Settecento, il porto di Trieste è tuttora il più importante del Mediterraneo per il commercio di arabica.

Un mondo affascinante e tutto da scoprire nei suoi bellissimi locali, gli storici caffè letterari, ambienti dal fascino retrò, un tempo frequentati da artisti e scrittori del calibro di James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba.

Agli inizi del Novecento se ne contavano ben 98. Ancora oggi sono molto amati da tutti i triestini ed esiste un vero e proprio itinerario turistico che accompagna alla loro scoperta.

Il più antico è il Caffè Tommaseo, nato nel 1830, con un affaccio incredibile proprio di fronte al molo, luogo di incontro di intellettuali, ma anche di artisti provenienti dal vicino Teatro Verdi.

Nel salotto buono della città, piazza Unità d’Italia, c’è il Caffè degli Specchi con l’elegante bancone in legno e i tavolini di vimini che guardano il mare. 

Ci sono poi il Tergesteo, citato da Saba nel suo Canzoniere e il caffè Stella Polare con una incredicile sala da thè frequentata da James Joyce nei suoi anni triestini.

Per finire il Torinese, l'Urbanis, il Pirona e l'Antico Caffè San Marco, uno dei preferiti dai più grandi personaggi triestini che oggi è diventato anche una bella libreria dal fascino antico.

Senza dubbio sorseggiare un buon caffè in uno di questi storici locali è un’esperienza da non perdere, soprattutto nel periodo dell’Avvento che rende magico il centro cittadino con le eleganti luminarie e gli abeti decorati a festa.

Quest’anno ne sono stati addobbati oltre 70.

Di questi ben 24 si trovano in piazza Unità d’Italia e i restanti adornano le altre piazze cittadine.

Le note di celebri canzoni natalizie creano la giusta atmosfera per le vie e nei caratteristici bistrot dove, da veri triestini, dovrete ordinare un “nero” se volete un espresso, oppure un “capo” se preferite un caffè macchiato.  

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Autore: M. N. megazine@megmarket.it

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