Io sono la mia leggenda | 13 marzo 2021

In bici da Trieste allo Zoncolan e il caffè con il margaro

Prosegue il racconto del viaggio di Giovanni Panzera; la sua traversata delle Alpi e molte sorprese durante il percorso

In bici da Trieste allo Zoncolan e il caffè con il margaro

Partito da Piazza Unità d’Italia - luogo simbolo di Trieste - attraverso il lungomare del capoluogo friulano arrivo a Miramare, una delle prime Riserve della Biosfera istituite dall’UNESCO nel 1979.

Dopo pochi km raggiungo un luogo che riporta la memoria a tristi vicende storiche: il Sacrario di Redipuglia, detto anche “Sacrario dei centomila” perché custodisce i resti di 100.187 soldati italiani caduti durante le tragiche battaglie.

Redipuglia è sicuramente un luogo da visitare per comprendere maggiormente l’assurdità della guerra e la barbarie umana.

Il viaggio è proseguito in Slovenia a Nova Gorica, la Gorizia slovena, nel territorio delle Alpi Giulie che dal 2003 l’UNESCO ha inserito nelle Riserve della Biosfera.

Da Nova Gorica ho raggiunto un altro luogo significativo: Caporetto. Qui un bellissimo e curato museo racconta quella “inutile strage” come venne definita la Prima Guerra Mondiale.

Proseguendo il viaggio, ecco la prima vera salita, il primo vero esame: il Passo Predil. 17 km con pendenza media del 9% in mezzo ai boschi di larici con squarci sulle montagne circostanti del Parco nazionale del Triglav: un puro spettacolo.

Dal Passo Predil sono rientrato in Italia attraversando il Parco Naturale Foresta di Tarvisio che con i suoi 24.000 ettari, costituisce la più grande foresta demaniale d’Italia.

La strada mi ha portato in Carinzia, la regione austriaca meridionale.

Sono rientrato in Italia attraverso il Passo di Pramollo, noto per il suo importante comprensorio sciistico, una vera salita di 11 km con pendenza media del 13% e punte del 16%. Il peso del carrello (35 kg.) si sente, eccome se si sente!!! Ancora una volta mi rendo conto della tanta determinazione che occorre avere per affrontare una traversata come questa.

In questa lunga avventura ho attraversato non solo Passi Alpini “famosi”, ma anche salite poco conosciute e altrettanto spettacolari come il Passo Cason di Lanza che mette in comunicazione la conca di Paularo con la Val Pontebbana.

La strada è strettissima, il fondo stradale è sconnesso e man mano che salivo le pendenze erano sempre più impegnative, con tratti al 15-16%.

In certi punti l’asfalto è sprofondato formando dei veri e propri scalini di 20 cm che mi hanno costretto a scendere dalla bici e spingerla.

Sul colle un margaro, vedendomi arrivare col mio carico, mi ha offerto un caffè…

Il giorno seguente è stata la volta del ’’Kaiser’’ ovvero lo Zoncolan, una delle salite più dure d’Europa…

Pensare di salirlo con tutto il carico mi terrorizzava, ma la sfida doveva continuare ed eccomi pronto. Ho utilizzato il massimo rapporto che avevo disposizione, la salita è stata una vera e propria tortura. E' già impegnativa normalmente, figuratevi con 35 kg da trainare…..

I km finali sono stati un vero e proprio calvario con pendenze del 20% che mi hanno mandato fuori giri; una fatica inverosimile. L’ultimo km l’ho percorso a piedi, le forze erano al lumicino; in compenso il paesaggio è stupendo.

In Cima alcuni motociclisti meravigliati mi hanno chiesto come ho fatto a salire fin lassù…e poi vedendo l’altimetria dell’intera traversata, sono rimasti senza parole… e hanno scattato numerose foto per immortalare questo incontro unico.

Tag: Zoncolan, Visit Zoncolan, Albergo Diffuso Sutrio Zoncolan, Giovanni Panzera

Autore: Giovanni Panzera megazine@megmarket.it