Incontri & Racconti | 08 dicembre 2020

Cravatta, papillon e orecchini in legno? Ci pensa il Maestro Giustino

Il racconto della passione per la lavorazione artigiana a Sutrio, nella montagna del Friuli Venezia Giulia, dove i giovani stanno ritornando a questa professione

Cravatta, papillon e orecchini in legno? Ci pensa il Maestro Giustino

Giustino De Reggi è un Maestro del legno, di Sutrio, in Carnia, la montagna del Friuli Venezia Giulia. 

Sutrio è conosciuta ovunque per il legno e la sua lavorazione, grazie alla presenza di botteghe e artigiani.

Giustino gestisce le parole con cordiale eleganza e nel suo sorriso si legge il talento di chi ama così tanto ciò che fa, che quasi sembra dire "maneggiare con cura".

La cura delle cose è una dote unica e rara, che sta tornando un po' di moda, grazie alle nuove sensibilità ambientali e forse grazie anche alle necessità che la storia ci sta mettendo di fronte.

Fare un passo indietro per poter andare avanti. Oggi quel passo lo muoviamo assieme a Giustino per conoscere la storia di chi il legno lo vive da quando è bambino.

Giustino, come nasce la sua passione per il legno?

La mia passione per il legno ha in realtà origini lontane: mio padre e, prima di lui, mio nonno erano falegnami per cui si può dire che io sia nato e cresciuto in mezzo al legno. Già da giovane ho avuto la fortuna di vedere un po' tutto il processo lavorativo: dalla scelta dell'albero migliore a seconda delle caratteristiche delle varie essenze, al suo abbattimento, al processo di stagionatura che normalmente avveniva in segheria per poi passare alla realizzazione dell'opera vera e propria. Si poteva trattare di mobili per la casa o di oggetti di uso comune realizzati al tornio.

Che cosa fa esattamente?

A me piace intagliare il legno e, negli ultimi vent'anni, mi sono dilettato anche a lavorare al tornio realizzando sia vari oggetti di arredamento, come centritavola, portagioie, piatti e vassoi e accessori quali anelli, bracciali e orecchini. Quando poi sono in vena, mi capita anche di creare cappelli, cravatte, papillon e bretelle, naturalmente sempre in legno.

Quali sono le prime cose che insegna a chi vuole avvicinarsi alla lavorazione del legno?

La prima cosa da imparare nell'intaglio è come tenere in mano la sgorbia o lo scalpello per riuscire a realizzare le prime semplici greche e, su bassorilievo, i rosoni in stile carnico (si tratta di fiori stilizzati tipo margherite che vanno ad abbellire e personalizzare cassapanche, armadi, porte). Di fondamentale importanza è anche sapere come procedere nell'affilatura dello strumento che si vuole utilizzare per avere un taglio pulito. Quando si parla di tornitura, invece, oltre all'affilatura citata sopra, la prima cosa che insegno è quella di come procedere per realizzare tori, gole e spigoli con la sgorbia. Sono esercizi di base che permettono poi di creare qualsiasi tipo di profilo nell'oggetto che si va a tornire.

Ci sono giovani che se ne occupano?

Nei corsi che ho tenuto mi è capitato di avere anche alcuni giovani, ma la maggior parte delle persone che hanno partecipato erano di una certa età. A onor del vero ci sono per fortuna anche giovani che si avvicinano a questo mondo. A Tolmezzo, per esempio, ci sono due botteghe, una dove realizzano violini e un'altra dove si riparano fisarmoniche. In Val Pesarina due fratelli costruiscono clavicembali e anche io vengo contattato spesso da ragazzi che vogliono migliorare quella prima conoscenza “fai da te” che si apprende nel mondo virtuale di Internet o che vogliono approfondire le nozioni di base che hanno già appreso nelle scuole professionali. La speranza è sicuramente quella che ci siano sempre più persone che vogliano tramandare la conoscenza e la cultura che contraddistinguono ogni vallata della Carnia.

E donne?

Poche, ma buone. Una è poi diventata la mia compagna di vita.

Qual è il futuro del settore?

La possibilità di esercitare questa professione è limitata a una clientela che capisce quanto sia il valore dei lavori fatti artigianalmente, magari su misura, oppure oggetti di arredamento che possono diventare pezzi unici. Attualmente devo dire che conosco persone che hanno interesse a avvicinarsi alla materia, soprattutto coloro che vanno in pensione e, avendo più tempo a disposizione, trovano affascinante dare una forma nuova a questo elemento vivo, che è il legno.

Tags: legno, presepi, Friuli Venezia Giulia, Giustino De Reggi, Albergo Diffuso Sutrio Zoncolan, Visit Zoncolan

Autore: megazine@megmarket.it

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