Incontri & Racconti | 05 gennaio 2021

Antonio Caputo: "Il nostro sano pane quotidiano"

Il racconto di chi ha deciso, con impegno e passione, di coltivare grani antichi biologici, macinarli a pietra e ottenere una farina autentica e genuina

Antonio Caputo: "Il nostro sano pane quotidiano"

Nel nostro viaggio fra le eccellenze enogastronomiche lucane oggi siamo in compagnia di Antonio Caputo e ci troviamo in un piccolo comune lucano, Montemilone.

"La Basilicata è una terra fantastica dove è ancora la natura la vera protagonista e noi agricoltori abbiamo il compito di custodirla e proteggerla - dice Antonio -. Abbiamo deciso, di coltivare i nostri campi secondo il metodo dell’agricoltura biologica, cercando di essere poco impattanti e, di conseguenza, rispettare la nostra terra il più possibile".

Il corso del tempo dimostra che talvolta serve fare un passo indietro per poter andare avanti.

"Così abbiamo ripreso la coltivazione di varietà di grano antiche legate al nostro territorio, non più coltivate perché poco produttive - aggiunge Antonio -. Il farro spelta Forenza o la Saragolla Lucana sono varietà originarie della nostra terra, che ne esprimono a pieno la sua bontà e generosità".

Antonio calibra le parole con il tatto di chi vuole trasmettere i valori autentici di una scelta. La storia, la tradizione, la lavorazione.

"Abbiamo deciso di coltivare grani antichi biologici, macinarli a pietra e ottenere così una farina autentica e genuina": è questa la premessa di questo Incontro & Racconto MEG.

Antonio, la sua è una storia che parte da lontano, perché a casa di pane si parla da sempre, giusto? 

Sono figlio di panificatori, nato e cresciuto in una terra dove si coltiva principalmente il grano. In maniera inconsapevole, ho appreso quanto lavoro ci vuole affinchè il pane arrivi sulla tavola della gente. A partire dalla coltivazione dei campi, condizionata da fattori climatici sempre più imprevedibili, al duro lavoro notturno del panificatore che realizza il pane. 

Come nasce la sua azienda?

Nasce per dare valore alla filiera cerealicola: la nostra terra, i nostri grani, il nostro lavoro di piccoli produttori. Credo che sia importante rispondere a domande come: “Chi ha coltivato il cibo che mangio?”, “dove è stato coltivato?”, “con quali metodi?”. Ogni consumatore deve essere in grado di sapere cose che oggi purtroppo ancora tante etichette sul mercato non comunicano.

Quali valori vi accompagnano? 

Tracciabilità e trasparenza sono valori in cui crediamo a pieno. Vogliamo raccontare, passo dopo passo, quello che avviene dai nostri campi alla tavola del consumatore. Solo in tal modo si può far apprezzare quanto lavoro vi è dietro ogni singolo prodotto.  

E quali obiettivi per il futuro?

Oggi noi produciamo farine macinate a pietra e legumi, domani vorremmo ampliare la nostra linea di prodotti offrendo al consumatore anche prodotti direttamente utilizzabili come la pasta, i tarallini e i biscotti. Chissà un domani, anche il pane.

Tags: Basilicata, farina, grani antichi, agricoltura, PSR, Regione Basilicata, pane, farro, spelta Forenza, Saragolla Lucana

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