Incontri & Racconti | 05 giugno 2021

Andrea Marino: "Supportiamo il cambiamento dei Comuni grazie ai progetti europei"

L'amore per il territorio, la passione e l'impegno di un team di architetti è unito agli strumenti di finanza agevolata al servizio dei Comuni

Andrea Marino: "Supportiamo il cambiamento dei Comuni grazie ai progetti europei"

Una grande passione per il territorio, l'amore per i piccoli Comuni e il grande impegno per supportare il cambiamento in chiave europea.

E' la storia dell'architetto Andrea Marino da sempre impegnato al servizio dei Comuni.

La sua attività e a metà strada fra l'architettura e la finanza agevolata.

"Sono due percorsi che si incontrano e, quando uniti con strategia, tatto e impegno portano a grandi risultati - spiega Andrea -. Il nostro lavoro è orientato a supportare la Pubblica Amministrazione in progetti di cambiamento, una sfida importante a cui ci dedichiamo con buoni risultati da molti anni".

E proprio da molti anni lei si occupa di territorio, quando inizia la sua passione?

Un po’ di passione l’ho ereditata. Quand’ero piccolo mio padre la domenica ci portava a camminare in montagna in valle Maira, la valle da cui venivano i suoi genitori, che all’epoca non era così rinomata e frequentata come oggi. Ci andavamo d’estate e d’inverno, ogni volta un posto diverso. Lui diceva che prima di andare a Parigi bisognava conoscere i posti da cui venivamo.. . Talvolta si parlava con qualcuno del posto, che raccontava qualcosa di quei luoghi e della passione che aveva animato la decisione di rimanere a vivere lì. Per il resto mi sono appassionato strada facendo anche grazie alle persone con cui ho lavorato, Pier Mario Facciotto, Ugo Boccacci e  da cui ho imparato tante cose, ma in primo luogo il piacere di lavorare bene per costruire qualcosa insieme agli altri.

E' architetto e si occupa anche di sviluppo territoriale e finanza agevolata. Un lavoro interessante e complicato, ce lo racconta?

La finanza agevolata è uno degli strumenti dello sviluppo territoriale, uno strumento importante nella misura in cui senza le risorse economiche non si va molto lontano, ma che necessita di altre condizionalità fondamentali per essere davvero efficace: capacità di una visione strategica che sappia individuare l’ottimale utilizzo delle risorse e un’adeguata governance del processo attuativo che garantisca il rispetto dei tempi e delle previsioni realizzative del progetto, 

Cucina?

Quando ho tempo mi dedico con piacere a cucinare. I miei “piatti forti” sono il ragù che ho imparato a preparare da mia suocera emiliana Marinella, un tripudio di sapori e il risotto in varie soluzioni.

Qual è il suo piatto preferito?

Sono una buona forchetta e quindi è difficile dare una risposta secca, ma sforzandomi potrei dire le raviole fatte a mano secondo la tradizione familiare con quelli che, un tempo, erano gli avanzi di riso, cavolo, arrosto e/o prosciutto, condite con il burro; ma la prima ramina (l’attrezzo con cui si prendono e si scolano dalla pentola) di raviole la mangio sempre rigorosamente nella tazza, bagnata con un bicchiere di vino rosso!

Il suo sogno nel cassetto?

Sono contento della mia vita fatta di persone care, affetti, amicizie, passeggiate, nuotate (quando si poteva ancora), letture, lavori in campagna, viaggi (idem), per cui in prima battuta direi che mi piacerebbe solo avere un po’ più di tempo da dedicare a queste cose, ma considerando anche l’argomento dell’intervista dico che mi piacerebbe lavorare anche in altri contesti, ad esempio nel Sud d’Italia dove ho amici che spero di rivedere presto. 

E gli obiettivi 2021?

Lavorativamente parlando spero che il 2021 sia l’anno della svolta nella fase attuativa delle due Aree Interne per cui sto lavorando: quella delle valli Grana e Maira e quella della valle Bormida. Credo molto nella SNAI e ritengo che possa dare un contributo importante al rilancio del nostro Paese. Un altro progetto molto importante a cui dedicherò impegno e lavoro nel corso dell’anno è quello del Rondò dei Talenti, promosso dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo che dovrebbe entrare nella fase attuativa ad inizio 2022.

Come cambieranno i centri urbani a seguito della pandemia? 

Penso possano cambiare in meglio. La pandemia ha accelerato processi già in atto rendendo più evidenti minacce e opportunità e soprattutto imponendo la necessità di scegliere rispetto a stili di vita individuali ed organizzazione collettiva. Cogliere questa occasione significa dare una svolta importante anche per le prossime generazioni. Oltre ovviamente alle perdite più gravi – i lutti – la pandemia ci ha tolto diverse libertà cui eravamo abituati, ma ci ha anche restituito qualcosa di positivo: la riscoperta dell’importanza delle relazioni con gli altri, una maggior consapevolezza della nostra fragilità e il valore della solidarietà, il silenzio e l’aria pulita in molte città, fare a meno di inutili spostamenti in auto, una maggior vicinanza con i famigliari più stretti. Sta a noi scegliere di conservare qualcosa di buono delle cose che probabilmente senza questo evento epocale non avremmo considerato con altrettanta attenzione.

Tag: Andrea Marino, Tautemi, territorio, smart cities

Autore: megazine@megmarket.it

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