Digital Marketing Turistico | 18 novembre 2021

Il costo-opportunità nel mondo del marketing per hotel

Ovvero la quantificazione economica di quello a cui stai rinunciando per compiere una determinata attività

Il costo-opportunità nel mondo del marketing per hotel

Nel mondo del marketing digitale per hotel si tende a porre il focus sul costo di una determinata azione o campagna.

E' ovvio e del tutto naturale che sia così: il famoso "ma quanto mi costa?" nella fase di valutazione di una attività è indispensabile per evitare di sforare il budget prefissato e compromettere la redditività della struttura.

E, poi, diciamocelo chiaramente: fare marketing costa. 

E costerà sempre di più nel futuro.

Ora potresti dirmi che in realtà il marketing è un investimento e non semplicemente un costo, è vero, ma per sostenere un investimento c'è sempre un costo da qualche parte.

Qualsiasi attività posta in essere per promuovere la tua struttura, ha un costo, più o meno visibile.

Realizzare o rinnovare il sito? E' un costo di marketing.

Le campagne su Google? Sono un costo di marketing.

La scrittura di un articolo nel blog dell'hotel? Costo di marketing.

Il tempo impiegato a scegliere la foto da pubblicare sul profilo Instagram dell'hotel? Si, anche questo è un costo di marketing. Molto più "nascosto" rispetto alle fatture di Google per le campagne o quelle della web agency per aggiornare il sito web, ma è a tutti gli effetti un costo.

Com'è il famoso detto? 

Il tempo è denaro.

E il tempo che impieghi a promuovere la tua struttura, ad esempio gestendo in autonomia la presenza sui canali social, è a tutti gli effetti un costo di marketing.

E come puoi ben capire, il nostro tempo è limitato. 

Quindi se decidi di fare una determinata azione, rinunci a farne un'altra.

Questo è quello che si chiama "costo-opportunità", ovvero la quantificazione economica di quello a cui stai rinunciando per compiere una determinata attività.

Il ragionamento è molto semplice da fare quando abbiamo davanti valori espressi in euro.

Facciamo un esempio.

Hai 1000 euro di budget da allocare per promuovere il tuo albergo. Potresti investirlo in campagne su Google Ads oppure in campagne su Facebook.

Se decidi di investirlo su Google, perdi la possibilità di promuoverti su Facebook e viceversa.

Ogni volta che un euro viene speso, si perde per sempre l'opportunità di investirlo in un altra attività.

Semplice, logico, coerente.

Ecco perchè l'obiettivo del marketing è anche (e, aggiungerei, soprattutto) valutare queste alternative.

Dove ha senso allocare il budget? 

Qual è la miglior configurazione strategica del piano marketing che MASSIMIZZA la redditività e LIMITA i costi opportunità?

L'obiettivo del marketing è portare il MAGGIOR RISULTATO POSSIBILE alla tua struttura, limitando tutte le "perdite" derivanti dalle scelte non fatte.

Le cose si iniziano a complicare quando abbiamo a che fare con tempo e competenze invece che semplicemente con valori espressi in euro.

E' meglio scrivere una newsletter con una bella offerta per invitare gli ospiti a tornare da noi l'anno successivo oppure un articolo per il blog ottimizzato per la SEO in modo da farci scoprire da nuovi potenziali ospiti?

Bella domanda.

Come vedi entrambe queste alternative sono valide e perfettamente sensate. 

La prima punta ad aumentare quello che si chiama Life Time Value (LTV) degli ospiti grazie alla fidelizzazione, la seconda punta a trovare nuovi clienti ottimizzando il Customer Acquisition Cost (CAC).

Queste due attività (la preparazione di una mail e la scrittura di un articolo per il blog) non hanno costi vivi, se decidi di gestirli internamente alla tua struttura.

Ma, chiaramente, come dicevo prima,  non abbiamo tempo infinito. 

E il tempo è un costo.

Dobbiamo quindi puntare ad ottimizzare le attività che decidiamo di fare per massimizzare il profitto.

Questo banale esempio è solo per farti capire la complessità alla base delle scelte strategiche di marketing. 

Non basta il "ma si, facciamo qualcosa sui social per vendere le camere" oppure "mandiamo qualche offerta con la newsletter".

Che costo hanno queste attività e, soprattutto, perchè viene scelta una rispetto all'altra?

Valutare il costo opportunità delle attività di web marketing che NON vengono fatte non è una operazione banale.

Io li chiamo anche "i costi del NON fare".

Potresti non fare assolutamente nulla per promuovere la tua struttura ricettiva?

Si, certamente.

Puoi dare tutte le tue camere in vendita a qualche grande intermediario ed il marketing non ti serve più. 

Ci pensano quelli di Booking.com e delle altre OTA a venderti le camere. 

Fine delle attività.

Niente campagne, niente email e newsletter, niente social, nessun Booking Engine e così via...

Ma qual è il costo opportunità di questa scelta?

Quanti euro di commissioni ai portali ti costa questa scelta?

Quanto devi essere competitivo sulla gestione delle tariffe per essere "prenotabile"?

Quanti soldi lasci sul tavolo perchè non utilizzi i pacchetti e le offerte che sarebbero dovuti essere nel sito?

Sei veramente così convinto che sia una scelta saggia non avere clienti diretti ma solo persone che arrivano dai portali?

Sono chiaramente domande provocatorie, ma capisci su quante dinamiche si va ad impattare con una sola e singola scelta?

Ecco perchè è importante che l'albergatore comprenda e conosca tutti gli aspetti strategici ed operativi delle varie azioni di web marketing per promuovere la propria struttura, con i pregi e difetti di ognuno.