Dal Mercato | 11 gennaio 2021

Ogni bottiglia di vino contiene 750 ml, ma perché?

La teoria più accreditata riguarda la clientela: i primi grandi produttori di vino erano francesi, ma i loro clienti erano inglesi e come unità di misura usavano il gallone

Ogni bottiglia di vino contiene 750 ml, ma perché?

Il vino, bevanda antichissima, la cui origine si fa risalire addirittura alla preistoria, è oggi commercializzato perlopiù nelle classiche bottiglie di vetro da 750 ml, standardizzate dalla Legislazione Europea sugli imballaggi, nel 1975.

La ragione esatta della scelta di questo formato non è nota, ma esistono varie teorie.

Una di queste risale al XVIII secolo, quando si capì l’importanza di conservare il vino in contenitori di vetro.

A quel tempo il vetro era lavorato artigianalmente dai soffiatori, e sembra che la loro forza polmonare consentisse di creare solo bottiglie di dimensioni fino alla misura massima di 750 ml.

Secondo un’altra teoria 750 ml è l’esatta quantità di vino per 6 bicchieri da 125 ml ciascuno, che venivano serviti nelle antiche osterie.

La terza teoria, quella più accreditata, riguarda la clientela a cui il vino era inizialmente destinato.

I primi grandi produttori di vino erano francesi, ma i loro clienti erano inglesi e come unità di misura usavano il gallone, che equivale a 4.54 litri.

Per facilitare i conteggi nel trasporto di Bordeaux, fu deciso di utilizzare botti da 225 litri, che corrispondevano a 50 galloni. Con i 250 litri di ciascuna botte si ottenevano 300 bottiglie da 750 ml.

Quindi sei bottiglie da 750 ml per ciascun gallone, quantità che ancora oggi compone le scatole di vino.

Tag: vino, bottiglia, vetro, 750 ml, gallone, PSR, OCM vino

Autore: M. N. megazine@megmarket.it