Bandi | 12 gennaio 2022

Contratti di Filiera e di Distretto, a breve il bando

I progetti devono avere rilevanza nazionale e riguardare la produzione primaria, la trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari, la promozione e la pubblicità di prodotti

Contratti di Filiera e di Distretto, a breve il bando

Sarà pubblicato a giorni il nuovo avviso per i programmi di investimento nel settore agroalimentare per arrivare ad approvare le graduatorie finali entro il primo semestre 2023.

L'attenzione del mondo agricolo e agroalimentare è concentrato in particolare sui Contratti di Filiera e di Distretto, ossia accordi stipulati tra i soggetti della filiera agroalimentare e il Ministero delle Politiche agricole, o tra il Mipaaf e i soggetti che rappresentano i distretti, per realizzare programmi d'investimento integrati a carattere interprofessionale e di rilevanza nazionale che riguardano la produzione primaria, la trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari, la promozione e la pubblicità di prodotti di qualità certificata o biologici e le attività di ricerca e sperimentazione.

Il decreto di ripartizione delle risorse del Fondo complementare al PNRR destinate ai contratti di filiera e di distretto è stato firmato il 22 dicembre dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, dopo il via libera in Conferenza Stato Regioni il 16 dicembre scorso. A questo punto, il Mipaaf può procedere all’emanazione dei provvedimenti attuativi, che indicheranno le modalità di finanziamento, la procedura di presentazione delle domande e i criteri di valutazione per la selezione dei progetti.

Per la strutturazione del nuovo bando, il Ministero ha lanciato un avviso di consultazione tecnica rivolto agli stakeholder, che ha permesso a imprese agricole, associazioni di categoria, amministrazioni pubbliche ed altri enti coinvolti nel processo di attuazione della misura.

Gli incentivi sono concessi nella forma del finanziamento agevolato, erogato da Cassa Depositi e Prestiti a valere sul FRI, il Fondo rotativo Imprese, associato a un finanziamento bancario a tasso di mercato e, in caso di cofinanziamento regionale, a un contributo in conto capitale.


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