Incontri & Racconti - 21 dicembre 2020, 05:42

Michele Laurenzana: "Partiamo dalla Torre di Satriano e scopriamo la Basilicata"

Il racconto di un viaggio fra inedite eccellenze culturali e enogastronomiche in una delle terre più straordinarie del nostro Belpaese

Michele Laurenzana: "Partiamo dalla Torre di Satriano e scopriamo la Basilicata"

La Torre di Satriano è uno spettacolo da vedere e da vivere. La scopriamo accompagnati da Michele Laurenzana.

E' questo il punto di partenza in un viaggio fra inedite eccellenze culturali e enogastronomiche in una delle terre più straordinarie del nostro Belpaese: la Basilicata.

"Faccio fatica a spiegare a parole, in poche battute, cosa si prova a salire lassù, percepire la vastità dello spazio intorno, comprendere la portata dell’abbraccio dei monti che la circondano, immaginare la fatica che hanno fatto i Normanni per costruirci una città - dice Michele Laurenzana -. No, inutile, bisogna arrivarci per forza per capire!".

Ci racconta il percorso multimediale?

Quella del Museo, allestito all’interno della Torre, è una multimedialità - come spesso mi ritrovo a dire - che non è fine a sé stessa ma è un supporto ben pensato e calibrato come completamento del percorso di visita guidata. Al primo piano, dopo aver varcato il portone d’ingresso della Torre, troverete il “Diario di scavo”, un device che traccia la storia della ricerca archeologica a Satrianum dagli albori fino ai nostri giorni, mentre sul grande schermo della “Cisterna del sapere” vengono proiettati video multimediali che forniscono un racconto di dettaglio, con immagini di scavo, dei manufatti e ricostruzioni virtuali dei contesti scavati. Al piano superiore, invece, c’è un game interattivo dedicato ai più piccoli, che rielaborano quanto appreso durante la visita sfidandosi a ricostruire le tracce del passato. E vi assicuro che la sfida li coinvolge parecchio!

Quando nasce la sua passione per la cultura?

Nel mio cammino di formazione ho sempre nutrito un amore speciale per la storia e per lo studio e la (ri)scoperta del passato. Le scelte fatte all’epoca, a livello scolastico, mi hanno portato a seguire un’altra grande passione, quella per le lingue straniere, ma la voce dell’archeologia ha sempre continuato costantemente a parlarmi. Mi ricordo ragazzino a camminare per i campi e ricordo il mio stupore e gli occhi che mi brillavano quando vidi, per la prima volta, frammenti di ceramica spuntare fuori dalle pieghe della terra, frammenti di un discorso, di un racconto che mi sarebbe piaciuto saper ricostruire. Poi un giorno, guardando verso la cima della Torre di Satriano, vidi un gruppo di ragazzi in cammino verso la cima. Chiesi a chi era con me: “E quelli chi sono?”. Mi venne risposto: “Archeologi”. Mi dissi: “Ok, ho capito. Voglio essere uno di loro.”. E così è stato!  

Immaginiamo una giornata tipo per un turista. Cosa gli proponiamo?

Anche solo volendosi soffermare nel territorio di Tito, ci vuole almeno un giorno per gustare appieno l’esperienza della Torre di Satriano, a cui unirei quella della visita al Convento di Sant’Antonio di Padova. Visitare il sito della Torre, che letteralmente domina il paesaggio che la circonda, vuol dire arrampicarsi a circa mille metri d’altezza per riscoprire la vita di un centro medievale di grande importanza, il cui racconto è costantemente aggiornato grazie alle ricerche della Scuola di Specializzazione di Matera. Quello del Convento, che custodisce al suo interno uno dei cicli di affreschi forse meglio conservati e di maggiore rilievo dell’intera regione, è l’illustrazione -magnifica- a colori vividi della fede di una comunità e dell’amore per il suo santo (anche se non Patrono!). Volendo rimanere nelle vicinanze, i punti di interesse sono numerosissimi: Satriano di Lucania e i suoi murales (il suo Carnevale, tra l’altro, è ormai un classico), le cascate di Vallone del Tuorno a Savoia di Lucania, il Ponte alla Luna a Sasso di Castalda, Brienza con il suo borgo medievale molto ben conservato. Tra storia, arte e natura c’è l’imbarazzo della scelta!   

E al termine della giornata cosa posso degustare?

Luoghi di ristorazione dove sperimentare la cucina tipica locale e i suoi prodotti sono davvero tanti. Non posso non raccomandare di assaggiare, in particolare: pasta fatta in casa in tutti i formati; formaggi, magari affiancati dal miele di qualche buon produttore locale; salumi, che qui sono una vera eccellenza (si pensi a Picerno e alla sua tradizione). Il tutto, naturalmente, accompagnato da un buon bicchiere di rosso.

Ci racconta il suo percorso?

Il mio percorso parte a Matera nel 2003. Era ancora lontana dall’essere Capitale della Cultura, ma era già la città piena di fascino che il mondo ha imparato a conoscere meglio anni dopo e si percepiva bene il suo forte potenziale attrattivo. A fine 2007 vado a Foggia, per poi tornare a Matera per specializzarmi in Archeologia Classica nel 2014. Lungo la strada ho incontrato docenti e compagni di studio a cui devo tanto e che mi hanno fatto crescere. Ho imparato a comprendere e a identificare, nel mare magnum della disciplina archeologica, le mie vocazioni: l’archeologia del paesaggio, lo studio delle testimonianze materiali e, soprattutto, il racconto di quelle testimonianze e la loro condivisione. È intorno a quest’ultimo aspetto che nasce l’esperienza di “Memorìa”.   

Che cosa fa l’associazione “Memorìa”?

“Memorìa” dalla sua fondazione, nel 2014, ha legato il suo nome all’affiancamento al Comune di Tito nella gestione del servizio di accoglienza turistica presso il sito della Torre e nel territorio in generale. L’esperienza della Torre ha significato per noi immaginarci eventi e attività da portare avanti sul sito, progetti da proporre alle scuole, laboratori da svolgere con i ragazzi, dialogare e collaborare in modo proficuo con realtà anche di Comuni limitrofi. Insomma: narrare il patrimonio culturale al meglio delle nostre competenze e capacità alle Comunità, sviluppando insieme quella consapevolezza che il bene culturale esprime davvero il proprio valore assoluto solo se condiviso e raccontato in modo efficace. Come ci ha scritto un visitatore sul nostro guest book, a fornire un’istantanea riassuntiva di una visita bella e soddisfacente per entrambi: “Non basta il monumento, ci vuole il racconto.”.  

Quali sono i vostri obiettivi per il 2021?

Sicuramente poter tornare ad accogliere i visitatori e a poter narrare loro il patrimonio! Ciò verosimilmente accadrà con l’arrivo della primavera. Nel frattempo ci siederemo al tavolo con tutti gli attori di questo processo (Comune, Soprintendenza, Scuola di Specializzazione, altre associazioni), di cui noi siamo solo una piccola parte, e ricominceremo a immaginarci nuove attività, prospettive e suggestioni per tornare a tessere e arricchire quella narrazione che purtroppo questo 2020 ha reso così accidentata.

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Autore: Redazione megazine@megmarket.it

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