Territorio | 13 gennaio 2021

In bicicletta alla scoperta delle sugherete della Sardegna

Le foreste della Sardegna producono oltre i due terzi del sughero italiano e offrono itinerari insoliti attraverso la Gallura

In bicicletta alla scoperta delle sugherete della Sardegna

Il leggendario mare turchese con le spiagge bianche è solo uno dei tanti tesori che la Sardegna è in grado di offrire.

La splendida isola che i Greci chiamarono Ichnusa, con le sue bellezze paesaggistiche e la sua storia millenaria, affascina da sempre turisti e viaggiatori, e svela lentamente i segreti di una terra antica e di un popolo fiero delle proprie radici, fortemente legato alle tradizioni.

Uno degli aspetti meno noti della Sardegna sono le sue foreste di sughero, che producono oltre i due terzi del totale italiano di questo materiale e costituiscono un’ottima opportunità per scoprire itinerari insoliti nella regione della Gallura, l’entroterra della famosa Costa Smeralda.

Si tratta di centinaia di ettari di colline, coperti da incredibili esemplari di Quercus Suber, querce da sughero alte fino a 20 metri, che possono essere attraversati in auto, a piedi o in bicicletta e si trovano perlopiù nel territorio compreso tra Olbia, Tempio Pausania e Calangianus, la “capitale del sughero”.

Qui la lavorazione iniziò nel 1800 e oggi occupa la maggior parte della popolazione della zona sia nell’estrazione, ossia la decorticazione che ancora viene fatta a mano, sia nella trasformazione del materiale migliore per produrre i famosi turaccioli, usati per la tappatura dei vini più pregiati.

Uno dei percorsi ciclabili più belli, lungo poco meno di trenta chilometri, segue il vecchio tracciato della ferrovia a scartamento ridotto che in passato collegava Tempio Pausania e Calangianus con la stazione di Monti, costruita per agevolare il trasporto verso il porto di Olbia del sughero raccolto nell’entroterra.

Grazie ad un importante lavoro di recupero, un tratto del percorso della ex linea ferrata è oggi un magnifico itinerario che, con panorami unici che cambiano ad ogni curva, si inerpica verso il monte Limbara e attraversa boschi secolari dove le querce da sughero formano vere e proprie gallerie, intervallate da aspre rocce di granito.

Un sentiero molto suggestivo dove lo sguardo si perde tra mille colori fino a scorgere il blu delle acque del mare che lambisce lo splendido golfo di Olbia.

TAG: Sardegna, Ichnusa, sughero, sugherete, Calangianus, Olbia, Tempio Pausania, vecchia ferrovia, stazione monti, cicloturismo Sardegna

Autore: M.N. megazine@megmarket.it