| 21 febbraio 2022, 05:30

Si scrive piadina e si legge Romagna

Giovanni Pascoli la definiva il cibo nazionale dei Romagnoli ed era il sostituto del pane tra un’infornata settimanale e l’altra

Si scrive piadina e si legge Romagna

Simbolo della gastronomia romagnola, la piadina ha ottenuto il riconoscimento IGP nel 2014.

E’ conosciuta fin dal XIV secolo, ma si racconta che “l’abbrustolito disco sottile” citato da Virgilio nel VII libro dell’Eneide, fosse proprio la piada.

Gli ingredienti sono molto semplici: farina di grano tenero, olio d’oliva o strutto, acqua e sale. Non necessita di lievitazione e in passato sostituiva il pane se l’infornata settimanale terminava prima che venisse cotto quello nuovo.

Da pane dei poveri dei secoli scorsi, la piadina è oggi una specialità apprezzata in tutto il mondo, prodotta tra le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna e tutelata dal Consorzio di Tutela e Promozione della Piadina Romagnola IGP.

Per essere gustata al meglio viene generalmente piegata in due e farcita con vari ingredienti, dai più tradizionali salumi della gastronomia locale, ai formaggi, primo fra tutti lo Squacquerone di Romagna DOP e verdure, ma è buonissima anche con farciture dolci, come cioccolata, miele e marmellate.

Tag: Piadina romagnola IGP, piada, Romagna, Consorzio di Tutela e Promozione della Piadina Romagnola IGP, salumi romagnoli, squacquerone.

Autore: M.N. megazine@megmarket.it 

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