| 22 febbraio 2022, 05:30

Quando Tom Stevenson disse: Trentodoc, non delude mai

Il Principe delle Bollicine di montagna descritto dal noto giornalista inglese, ideatore e patron della manifestazione The Champagne & Sparkling Wine World Championship CSWWC

Quando Tom Stevenson disse: Trentodoc, non delude mai

“Trentodoc non delude mai”, con queste parole Tom Stevenson noto giornalista inglese, ideatore e patron della manifestazione The Champagne & Sparkling Wine World Championship (CSWWC) descrive il principe delle ‘bollicine di montagna’.

E se lo dice lui, che è considerato il massimo esperto mondiale di Champagne e spumanti, editore della Word Encyclopedia la più importante a livello internazionale riguardante i vini mossi, dobbiamo proprio credergli.

Ma cosa rende il Trentodoc così speciale?

Tradizione, territorio e passione sono gli “ingredienti segreti” di questo pregiato spumante. Trentodoc è tradizione; è prodotto con sole uve trentine.

La vendemmia viene fatta a mano e subito dopo inizia il processo in cantina, tramandato da generazioni con tecniche d’avanguardia. Serve tempo e lavoro ogni giorno, per mesi, anni, prima di poter degustare un calice di Trentodoc.

Trentodoc è territorio. E' l'espressione diretta della terra che lo produce, il Trentino. Ne racchiude il clima, le altitudini e l’essenza. Dalle vette più elevate con temperature alpine a quelle mediterranee dei pendii più dolci, al clima continentale di fondo valle.

Ogni calice porta con sé unicità e carattere del luogo di origine.

Trentodoc è passione. Il lavoro incessante di numerosi produttori che credono fortemente nella qualità di un vino unico. Fare uno spumante Trentodoc è un’arte preziosa, una vera vocazione.

In Trentino il vino è protagonista da sempre; le prime testimonianze risalgono addirittura al 3.000 a.C, ma la storia dello spumante metodo classico invece è piuttosto recente.

Dobbiamo infatti aspettare i primi del ‘900 perché l’intuizione del giovane enologo trentino Giulio Ferrari possa dare il via ad una tradizione che porterà il metodo classico trentino ad altissimi riconoscimenti.

Durante i suoi viaggi oltralpe, Ferrari notò la somiglianza orografica e climatica fra la Champagne e il Trentino e decise di provare a produrre uno spumante nelle sue terre.

Era il 1902. Da allora il processo di spumantizzazione è stato adottato da un numero sempre maggiore di viticoltori e nel 1933 il Trentodoc è stato il primo metodo classico italiano a ottenere la Denominazione di Origine Controllata.

Secondo il disciplinare può essere prodotto in “bianco” o “rosato” nelle versioni: Brut con almeno 15 mesi di affinamento, Millesimato con almeno 24 mesi di affinamento e Riserva dove i mesi di affinamento devono essere almeno 36.

Perlage, colore, riflessi, profumo e gusto: nel Trentodoc tutto è perfetto.

Tags: Trentodoc, bollicine di montagna, Trento, Metodo classico, CSWWC, Tom Stevenson, Giulio Ferrari, bollicine, bollicine di montagna

Autore: M. N. megazine@megmarket.it

Da scoprire