MEG Market | 09 dicembre 2021

Confettura e marmellata, c'è differenza?

Sugli scaffali fanno bella mostra di sé le confetture e le marmellate più classiche, ma le ultime tendenze invitano a mischiare i sapori, aggiungendo a frutta e zucchero ingredienti “insoliti” come le spezie, per creare nuovi abbinamenti

Confettura e marmellata, c'è differenza?

Benché nel linguaggio comune si usi quasi sempre il termine marmellata, ciò che normalmente spalmiamo sulle fette biscottate o usiamo per preparare delle ottime crostate in realtà si chiama confettura.

Sì perché la parola marmellata, che arriva dal portoghese marmeleiro, presuppone una preparazione a base di agrumi come pompelmo, arancia, mandarino, limone e bergamotto, in cui è possibile utilizzare sia il succo che le scorze. Se usiamo qualunque altro tipo di frutta, allora si chiama confettura dal francese confiture. Deve contenere frutta almeno al 35%, con l'aggiunta di zucchero ed eventualmente di altri additivi e diventa confettura extra se la frutta costituisce almeno il 45%. Esiste poi anche la composta, una confettura con almeno il 65% di frutta, meno zucchero e polpa frullata.

E se sugli scaffali fanno bella mostra di sé le confetture più classiche come fragola, ciliegia, albicocche o pesche, le ultime tendenze invitano a mischiare i sapori, aggiungendo ingredienti “insoliti” come le spezie per creare nuovi abbinamenti. C’è chi unisce il pepe nero alla confettura di lamponi, chi la cannella o lo zenzero alle pere, chi aggiunge la vaniglia alle albicocche e chi invece mischia il cacao con le more.

E’ solo una questione di gusto, la cosa importante è scegliere frutta di qualità al giusto grado di maturazione, rigorosamente di produzione italiana.

Tag: marmellata, confettura, composta, frutta, zucchero

Autore: M.N. megazine@megmarket.it

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