MEG Market | 27 dicembre 2020

Ai piedi del "Re delle Alpi" si brinda con il vino più alto d'Europa

La Valle d'Aosta ha una gamma ampia e qualificata di vini di montagna prestigiosi riuniti sotto la DOC "Valle d'Aosta - Vallée d'Aoste"

Ai piedi del "Re delle Alpi" si brinda con il vino più alto d'Europa

Le particolari condizioni climatiche della Valle d'Aosta, unitamente alle caratteristiche dei terreni e alla loro esposizione, giacitura e pendenza, non hanno certo reso la vita facile ai viticoltori.

Neppure le difficoltà che s’incontrano nella cura e nel mantenimento delle aree vitate hanno fermato i ‘vignerons’ locali, i quali hanno creato vini prestigiosi, oggi conosciuti e apprezzati anche dagli esperti.

Il recupero e la valorizzazione della coltivazione della vite in Valle d'Aosta ha così creato una gamma ampia e qualificata di vini di montagna prestigiosi.

Importante è la gamma dei bianchi, dai profumi fruttati e dal gusto asciutto e pieno che li distinguono e li caratterizzano.

Meritano di essere assaporati gli Chardonnay freschi e aromatici, prodotti lungo la Dora Baltea, i Muller Thurgau vini di grande equilibrio, dal profumo intenso e aromatico, la Petite Arvine fine, fruttato, che, con sentori di frutta esotica e pompelmo,  sprigiona aromi caldi e sapidi e il classico Pinot Gris che in Valle d’Aosta assume profumazioni intense, quasi speziate e è ottimo per l'aperitivo.

Vasto e rinomato è il panorama dei rossi DOC.

Molti di questi provengono da vitigni autoctoni. Sono vini intensi che ben si sposano con le specialità gastronomiche di montagna.

Ricordiamo il Fumin dalle piacevoli sensazioni olfattive, classificato “antica perla dell’enologia valdostana”, il Gamay dal gusto secco con sfumature tanniche, ricavato da un vitigno originario del Beaujolais, il Petit Rouge preziosa “chicca” locale, profumato di rosa canina e di viola dallo stesso vitigno del Torrette e dell’Enfer d’Arvier, il Pinot Noir vigoroso e persistente, da degustare con prodotti tipici come la Motzetta e la Premetta un rosato naturale, asciutto, fresco e molto gradevole.

I vini valdostani sono riuniti sotto un'unica Denominazione di Origine Controllata: Valle d'Aosta - Vallée d'Aoste, declinata in 7 sottodenominazioni di area e 15 di vitigno.

Ecco che li scopriamo uno a uno:

Vallée d’Aoste Blanc de Morgex et de La Salle DOC Ha un fascino particolare: è ricavato da uve raccolte nei vigneti più alti d’Europa, ai piedi dell’imponente massiccio del Monte Bianco. Il Prié Blanc è la varietà utilizzata per la sua produzione e è l’unico vitigno autoctono valdostano a bacca bianca d è ancora oggi franco di piede. Il risultato finale è un vino dal colore paglierino tenue con riflessi verdolini, dal profumo che sa di erbe di montagna e che sprigiona al palato un gusto secco e delicato, con note fruttate valorizzate da una buona freschezza. Ottimo come aperitivo, trova il giusto abbinamento di sapori con antipasti delicati e con la trota di montagna; regge molto bene anche l’accostamento con la pizza. Il Blanc de Morgex e de La Salle, la cui gradazione alcoolica oscilla dai 10,5° ai 12°, va bevuto giovane e molto fresco (8°-10°).

Vallée d’Aoste Torrette DOC E' un rosso armonico, dal sapore secco e asciutto, le cui qualità erano già riconosciute nel secolo scorso. È attualmente il vino valdostano prodotto in maggior quantità e la sua area di produzione è la più vasta tra le DOC di zona, interessando ben undici comuni: Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Charvensod, Gressan, Jovencan, Aymavilles, Villenenuve, Introd. Il disciplinare prevede che per la sua vinificazione venga utilizzata una quantità non inferiore al 70 per cento di uve Petit Rouge, alle quali si possono abbinare il Pinot Noir, il Gamay, il Fumin, il Vien de Nus, il Dolcetto, il Majolet o la Prëmetta. Il Torrette è un rosso di buon corpo (12°-13°) da consumare a tutto pasto, ideale con le carni, ottimo con gli arrosti e la selvaggina, ma anche con salumi locali e formaggi stagionati. La versione Supérieur, ottenuta dai vigneti più soleggiati e con limitate rese ad ettaro, si differenzia per una maggiore concentrazione delle uve e un affinamento più prolungato.

Vallée d’Aoste Nus Rouge DOC La leggenda narra che già Ponzio Pilato apprezzasse questo vino di buona vigoria e piacevolmente asciutto, ricavato dalle uve di un vitigno locale: il Vien de Nus. Oggi, per la produzione del Vallée d’Aoste Nus Rouge DOC, si rispetta un rigido disciplinare che prevede l’utilizzo di Vien de Nus (per un 50 per cento), di Petit Rouge (30 per cento) e di altri vitigni autorizzati (per una percentuale massima del 20 per cento). Ne risulta un vino secco, con calde sensazioni alcoliche ed eleganti note tanniche, ideale se accompagnato con le carni, con la motsetta, con la Fontina e con il pane nero. Nus, Verrayes, Fénis, Quart e Saint-Christophe sono le terre d’origine di questo vino rosso rubino, dal profumo delicatamente intenso e piacevolmente fruttato con chiusura olfattiva vegetale. È un prodotto che raggiunge una buona gradazione (intorno ai 12°) e che esalta le sue migliori caratteristiche quando viene lasciato decantare qualche ora prima del consumo, per poi essere servito a una temperatura non inferiore ai 18°.

Vallée d’Aoste Chambave Rouge DOC E' un vino secco, sapido e armonico che racchiude in sé le caratteristiche tipiche dei rossi valdostani. Prodotto principalmente con uve di Petit Rouge (il disciplinare ne prevede una quantità minima del 70 per cento), alle quali si aggiungono quelle di Dolcetto, Gamay e Pinot Nero, provenienti dalle aree vitate di Chambave, Saint-Vincent, Châtillon, Pontey, Saint-Denis, e Verrayes, può essere impiegato a tutto pasto, abbinandolo soprattutto ai salumi locali, alle zuppe o alle carni in umido. Il Chambave Rouge ha un buon titolo alcolometrico (11,5°-13°), un colore rosso rubino con riflessi violacei e un profumo intenso e persistente, con sentori di fiori e piccoli frutti. Se ne consiglia il consumo a una temperatura di 18°-20°.

Vallée d’Aoste Arnad-Montjovet DOC E' un rosso dal sapore asciutto, caratterizzato da sensazioni di cuoio e di terra, che ricorda alcuni vini prestigiosi delle Prealpi piemontesi a base di Nebbiolo. I vitigni utilizzati per la sua produzione, dislocati nei territori di Arnad e nei comuni limitrofi (Hône, Verrès, Issogne, Challand-Saint-Victor, Champdepraz, Montjovet), sono il Nebbiolo (min 70%), il Dolcetto, il Pinot Nero, il Neyret, la Freisa e il Vien de Nus (max 30%). L’Arnad-Montjovet ha una robusta gradazione alcolica (12°-13°), soprattutto nella versione Supérieur , che si ottiene dai vigneti “a resa limitata” localizzati nel cuore di questa zona geografica. Questo vino si differenzia dalla versione tradizionale per una gradazione minima naturale più elevata e per un periodo di invecchiamento più lungo. Il suo profumo è fine ed intenso, con sensazioni di spezie e, quando è affinato in botti di legno, assume sentori di vaniglia. Per la sua degustazione, gli intenditori consigliano di stappare la bottiglia alcune ore prima del servizio (specie per la versione Supérieur), trasferendo il vino in una caraffa, per poi mescerlo giustamente chambré, a una temperatura di 18°-20°. Ideale se abbinato al locale Lard d’Arnad.

Vallée d’Aoste Enfer Arvier DOC E' un vino rosso, dal sapore intenso e corposo e dal colore rubino che, con l’invecchiamento, tende al granata. Ha un gusto secco e vellutato, che sprigiona un retrogusto amarognolo. L’Enfer , ricavato per l’85% da uve Petit rouge e per la parte restante da Vien de Nus, Neyret, Dolcetto, Pinot nero e Gamay, ben si accosta con le carni rosse, gli arrosti e la selvaggina, le zuppe tipiche e i formaggi valdostani. La sua zona di produzione coincide con il comprensorio di Arvier e i vigneti da cui trae origine sono coltivati in un anfiteatro naturale caratterizzato da un forte irraggiamento solare, da cui deriva l’appellativo di “inferno”. Questo rosso di montagna “di grande interesse”, che raggiunge una gradazione alcoolica che oscilla dagli 11,5° ai 12,5°, è stato uno dei primi vini valdostani a ottenere la Denominazione di Origine Controllata. Per degustarlo nelle sue condizioni migliori si consiglia di stappare la bottiglia qualche ora prima del consumo e di servirlo a una temperatura di 20°-22°.

Vallée d’Aoste Donnas DOC E' un vino importante, tanto da essere definito “il fratello montano del Barolo”. Per la sua lavorazione sono impiegate uve di Nebbiolo, localmente denominato Picotendro (min. 85 per cento), di Freisa e di Neyret, raccolte nelle aree vitate di Donnas, Perloz, Pont-Saint-Martin e Bard. Al gusto risulta secco, vellutato e armonico, con fondo ingentilito da una persistente nota tannica: caratteristiche che ben lo accostano alle carni di camoscio e alla selvaggina in genere, ma anche ai formaggi di lunga stagionatura. Il Donnas è un vino di buon corpo (12,5°-13,5°), che va servito ad una temperatura di 20°-22°, stappando la bottiglia prima del consumo e lasciandola in ambienti caldi. Alcune particolari annate richiedono la scaraffatura o l’utilizzo del decantatore. Da sottolineare il fatto che il Donnas è stato il primo vino valdostano a ottenere la Denominazione di Origine Controllata.

Vallée d’Aoste Chambave Muscat DOC Le uve di Moscato Bianco, utili alla vinificazione del Vallée d’Aoste Chambave Muscat DOC, raggiungono la giusta maturazione nei vigneti dislocati sulle colline di Chambave, Pontey, Verrayes, Saint-Denis, Châtillon e Saint-Vincent. Ne scaturisce un vino giallo paglierino brillante, con riflessi dorati, di buon corpo, secco, giustamente alcolico, con retrogusto finemente amarognolo, che si presta ad essere bevuto fuori pasto, soprattutto come aperitivo, anche se trova buoni abbinamenti con i crostacei e i formaggi di media stagionatura. E’ peraltro anche indicato per la preparazione dello zabaione. Il Chambave Muscat è molto ricercato nella versione flétri, ricavato cioè dai grappoli migliori del moscato bianco lasciati appassire in particolari ambienti arieggiati e riparati dal sole. Viene vinificato solo quando i pregiati chicchi perdono gran parte dell’acqua, evidenziando la loro ricchezza zuccherina ed aromatica. Il Muscat Fletri è un vino da meditazione, dal profumo intenso, con sfumature di miele e confettura, che si adatta a molte occasioni di fine pasto: si sposa molto bene con le tegole dolci e la pasticceria secca.

Vallée d’Aoste Nus Malvoisie DOC E' un bianco secco dal gusto gradevole e armonico e dal profumo delicato e persistente, che, grazie alla sua duttilità, si abbina sia con gli antipasti che con i primi piatti o le carni bianche. Le viti di Pinot Gris, nella selezione locale Malvoisie, che danno origine a questo vino giallo dorato con riflessi ramati, si estendono fra i comuni di Nus, Verrayes, Quart, Saint-Christophe e Aosta. Dai migliori grappoli, appassiti in ambienti arieggiati e poco luminosi si ottiene il Nus Malvoisie flétri, un’essenza di grande carattere che completa la sua preparazione con una fermentazione lenta e una maturazione in piccole botti di legno. Si ottiene così una vera perla dell’enologia valdostana, un nettare che profuma di frutta secca e di confettura, ottimo come vino da “chiacchiera” o da sorseggiare accompagnandolo a sfiziosi dolci secchi. Il Nus Malvoisie è un vino importante già nella versione tradizionale (11°-13°), che nella versione flétri raggiunge una gradazione alcolica di 15°-16°.

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Autore: Redazione megazine@megmarket.it

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