Incontri & Racconti | 14 luglio 2021

Sara Nardini: "La terapia forestale sviluppa grandi opportunità"

I dati dimostrano che "il bagno nel bosco" offre nuove strumenti di conoscenza di se stessi; al via una nuova tipologia formativa

Sara Nardini: "La terapia forestale sviluppa grandi opportunità"

Shirin Yoku (letteralmente Bagno di Foresta) è il termine utilizzato a partire dal 1982 in Giappone dall’allora direttore dell’ente forestale, M. Tomohide Akiyama.

Promosso dal dott. Qing Li, immunologo e presidente della Società Giapponese per la Medicina Forestale, in un programma governativo di salute pubblica, lo Shirin-Yoku si è diffuso negli anni successivi anche in Occidente.

Il dott. Li descrive il Bagno di Foresta come una semplice immersione, in cui trovare uno stato di quiete, camminare, respirare e portare l’attenzione ai propri sensi.

Questa attività, che progressivamente si è diffusa in diversi paesi in Oriente e più di recente nel resto del mondo, è stata molto studiata, evidenziando benefici psicofisici di grande importanza: abbassamento dei livelli di ansia e stress, regolazione del tono dell’umore, sostegno al cardiocircolatorio e respiratorio, per dirne alcuni. Il Bagno di Foresta rappresenta una medicina preventiva, quindi non sono previsti protocolli terapeutici, che invece dovrebbero essere inclusi in un programma di Terapia Forestale.

Per parlare propriamente di Terapia Forestale è necessario che il sentiero scelto per la pratica sia stato qualificato, indicandone in una pubblicazione scientifica i benefici almeno psicologici, se non anche fisiologici, ci vuole inoltre un obiettivo terapeutico, un protocollo e un terapeuta (medico o psicologo) che conduca le sessioni.

"Il protocollo ideato da me insieme alla dott.ssa Marta Regina, Forestfulness® è stato sviluppato in forma sperimentale, in modo che si adattasse sia al Bagno di Foresta (quindi con effetti terapeutici) che alla Terapia Forestale (con obiettivi terapeutici) - racconta la naturopata Sara Nardini -. Può infatti essere modulato e adattato alle varie esigenze ed alle diverse tipologie di utenza. Nel frattempo ha ottenuto, dal punto di vista psicologico, i migliori risultati per ora rintracciabili in letteratura. Sono convinta, e i dati lo dimostrano, che la Terapia Forestale possa sviluppare grandi opportunità di cura e crescere in modo complementare alla medicina allopatica".

Oggi più di sempre il "green" è strumento di sviluppo personale: quali sono i risultati attesi dalla formazione?

L’obiettivo è formare professionisti in grado di comprendere il grande valore potenziale dell’immersione nel bosco, che sappiano gestire il protocollo in modo autonomo e creativo, in base alla propria utenza, ma senza perdere di vista i capisaldi che hanno mosso tutto il nostro lavoro: i risultati scientifici e, ancora più importante, il rispetto della Natura. La Terapia Forestale non è un business o una moda, è uno strumento di sensibilizzazione e di cura. È una grande occasione di riavvicinamento alle nostre radici, quel legame ancestrale con la Madre Terra, che ci permette di percepirne il Bello, il Buono ed il Vero. Questa consapevolezza, come abbiamo dimostrato con il nostro protocollo, amplifica gli effetti dell’immersione forestale.

In che modo medici e psicologi potranno, attraverso la formazione acquisire nuovi elementi da trasferire ai pazienti?

Il percorso di formazione prevede una prima parte teorica, in cui vengono sviluppati i concetti fondanti la Terapia Forestale, dalle basi biologiche della biofilia alle ultime pubblicazioni scientifiche disponibili. Questa parte alterna momenti di riflessione e condivisione scientifica a semplici pratiche iniziali di meditazione, che poi vengono approfondite in natura.

La seconda parte, di immersione, comprende l’approfondimento del protocollo Forestfulness® all’interno del bosco, che viene proposto anche con alcune varianti, in modo da favorire il ragionamento collettivo sulle sue possibili applicazioni. In questa parte i partecipanti sono invitati alla sperimentazione della conduzione del gruppo, in modalità progressiva.

Innovazione formativa al centro dell'attenzione. Quali sono i vostri prossimi progetti? 

La proposta formativa dedicata ai medici e agli psicologi è tesa a creare una rete di colleghi che si possa costantemente confrontare e aggiornare sui temi della Terapia Forestale. La collaborazione è lo strumento più costruttivo per dare linfa vitale a qualsiasi disciplina. L’obiettivo è sviluppare ulteriormente il protocollo Forestfulness® creandone varianti specifiche, quindi è imperativo dare continuità al nostro lavoro di ricerca. La prima edizione del corso ha visto la partecipazione di cinque psicologi e due medici, che sono in parte già stati inseriti fra i collaboratori nel nostro sito, alcuni dei quali si sono già cimentati con notevole successo nella conduzione di sessioni di Bagni di Foresta e nella divulgazione attraverso la partecipazione a diverse conferenze.    

Tag: Sara Nardini, bagno nel bosco, benessere, salute, Forestfulness®

Autore: megazine@megmarket.it

 

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