Incontri & Racconti | 14 gennaio 2021

Roberta Dommarco: "Cucinare ci salva dalle ansie e ci fa vedere i colori della vita. Provare per credere"

Infermiera per professione e food blogger per passione, Roberta si racconta: "Ho sempre visto mia madre destreggiarsi tra i fornelli, impastare e mescolare impasti per magnifiche torte, quindi era inevitabile che mi appassionassi alla cucina"

Roberta Dommarco: "Cucinare ci salva dalle ansie e ci fa vedere i colori della vita. Provare per credere"

"Ho pensato che volevo fare qualcosa per sentirmi meno sola e per condividere quello che mi piaceva fare di più: cucinare, fotografare e scrivere. Volevo che trasparisse il mio amore per la natura - racconta Roberta -. La viola è un fiore che mi rappresenta perché simboleggia umiltà e modestia, oltre ad essere un fiore edibile. E poi impastare è la cosa che mi piace fare di più, soprattutto fare il pane, con il mio fidatissimo lievito madre “Otello”, compagno di mille avventure". 

E' nato così “Impastando Viole” il blog di Roberta Dommarco 33 anni, lucana.

"Sono una persona curiosa e con la testa sempre piena di idee. Mi piace sperimentare, cambiare e conoscere cose nuove - dice Roberta -. Non è semplice essere sempre me stessa, ma ho deciso che chi mi legge deve potermi conoscere davvero, diventare una di casa. Fidarsi di me".  

Quando inizia la sua passione per l’enogastronomia?

Diciamo che sono nata tra pentole e forni accesi. Sono crescita in una famiglia del sud dove la cucina è sempre stato il punto cardine di ogni cosa. Ho sempre visto mia madre destreggiarsi tra i fornelli, impastare e mescolare impasti per magnifiche torte, quindi era inevitabile che mi appassionassi alla cucina. Preparare nuove ricette mi ha salvato tante volte, dalle mie ansie e dalle mie insicurezze. Come dico sempre, cucinare, impastare il pane sono la mia terapia nei momenti bui. Mi mette in pace con me stessa. La mia è una formazione di pancia, di esperienza ed emozioni.  

Tradizioni che si tramandano fra generazioni. La famiglia è un valore che si porta dentro. Quali sono i piatti della sua famiglia che porta nel cuore e che continua a realizzare?

La famiglia per me è tutto. Il mio punto fermo. Sono legata molto a loro, alle tradizioni e ai piccoli segreti che si tramandano da anni. Da madre a figlia, e prima erano stati delle mie nonne. Uno dei piatti a cui sono più affezionata e che mi porto nel cuore sono “Lagane e ceci”. Era il piatto preferito del mio papà. La mia nonna paterna le preparava sempre, poi mia madre ed ora io. Si portano dietro la ritualità dei gesti, la sfoglia tirata a mano, l’odore dell’aglio soffritto con la polvere di peperone. Hanno dentro la mia terra, la Lucania. Hanno dentro la mia casa e l’essenza della mia famiglia. Sono convinta che bisognerebbe preservare questi sapori antichi e semplici e non dimenticarci mai da dove veniamo. Le origini sono tutto.     

Qual è il suo piatto preferito?

Ce ne sono tanti ed è davvero difficile scegliere, ma penso che il mio piatto preferito in assoluto sia “pasta e lenticchie”. Lo mangerei praticamente sempre. Con un filo d’olio extra vergine d’oliva è meraviglioso. Un piatto semplice, ma di conforto. Ho gusti un po' antichi e legati alla terra, elemento imprescindibile per me, perché è da lì che nasce tutto.  

E il suo vino preferito?

Qui non ho dubbi, il mio amato Aglianico del Vulture. Un vino rosso, corposo, rotondo, profumato di rosa canina e frutti di bosco. Un vino che nasce in purezza alle pendici del monte Vulture. Anche in questa scelta ritorna l’amore per la mia terra, per chi la popola e per chi ha deciso di restare e resistere.  

Qual è il suo segreto in cucina?

Non sono così sicura nel volervelo svelare, ma penso di poter fare un’eccezione. L’amore, sicuramente l’amore. È questo il mio segreto in cucina.  Lo metto in tutto quello che faccio, mentre preparo un dolce o quando curo i particolari del set fotografico. Perchè quando si è mossi da un sentimento forte, dalla passione, viene tutto meglio e si vede. L’amore è il motore che muove il mondo e fa fare grandi cose.

Lei oltre a essere una Foodblogger simpatica, vivace e preparata per passione è nella vita un’infermiera di professione. Dove lavora?

Ho la fortuna di lavorare sul territorio, faccio assistenza domiciliare. Ogni giorno entro nelle case dei “miei” pazienti, nelle loro famiglie. Ogni volta che mi avvicino ad un nuovo paziente mi faccio carico di tutte quelle che sono le problematiche che ci possono essere. Una parola di conforto non manca mai, sempre con il sorriso. Mettendo al centro i bisogni della persona e non solo la patologia da trattare. È fondamentale restare umani, sempre.    

Il suo mestiere richiede la capacità di mettersi davvero al servizio degli altri. Quando ha iniziato?

Mettersi al servizio degli altri nel mio lavoro è tutto. Infatti, dico sempre che sono un’infermiera per scelta. Questo non è un lavoro che si può fare solo tenendo conto del risvolto economico, ci vuole dedizione e spirito di sacrificio. A volte capita anche di rinunciare ad un pezzettino di sé. La mia è stata una scelta di cuore, dettata da un’esperienza familiare dolorosa. Volevo aiutare chi aveva bisogno, alleviare le sofferenze di chi ogni giorno combatteva. Faccio un lavoro bellissimo, che mi rende orgogliosa, mi fa sentire utile ogni giorno.   

Quali sono gli obiettivi 2021?

Bella domanda! Sicuramente volermi più bene, prendermi davvero cura di me. Credere di più in me stessa e nelle mie capacità. Coltivare le mie passioni, portare avanti i miei progetti e mettere in pratica le mille idee che ho in testa. E poi camminare tra le mie amate montagne.    

E il suo sogno nel cassetto?

Sogno una vita fatta di piccole cose semplici. Mi piacerebbe vivere in campagna. Immagino una casetta con il porticato in legno, un tavolaccio per i lunghissimi pranzi della domenica. Il forno a legna per infornare il pane. Un grande albero. Una casa dove costruire ricordi e storie da raccontare. Niente di apparentemente speciale, ma per me essenziale.     

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