Incontri & Racconti | 28 ottobre 2020

Osvaldo Tramontin: "Le chiavi del progetto sono innovazione e crescita"

Professionista apprezzato e riconosciuto del mondo dell'agricoltura, è uno dei tecnici con maggiore esperienza in Italia nel settore rurale

Osvaldo Tramontin: "Le chiavi del progetto sono innovazione e crescita"

Osvaldo Tramontin nel mondo agricolo friulano è un'istituzione, uno di quei riferimenti fondamentali sia per la tenuta della servizi al mondo agricolo che per l’agri-engineering e il reperimento dei finanziamenti di supporto.

Tramontin, la sua è una storia che parteda lontano. Ci riassume le tappe più importanti.

Sono stato il più giovane laureato in in scienze agrarie nel lontano 1981 e avevo solo 22 anni, oggi ne ho quaranta in più.  Sono partito da zero, con umiltà e lo spirito di sacrificio delle genti della mia terra. Più che di tappe parlerei di tanto lavoro, senza mai mollare, e di una visione della professione fondata sul lavoro di squadra. Il singolo vince la partita, ma è la squadra  che vince il campionato. Centinaia di progetti realizzati e oltre 400 aziende si rivolgono a noi per servizi qualificati: sono la dimostrazione che si è fatta la scelta giusta. Oggi come professionista supporto le attività di progettazione e finanziamenti per le aziende, mentre la mia società di servizi Agridata srl, eroga prevalentemente servizi qualificati per le imprese.

La cosa che più colpisce nel suo aproccio è la semplicità anche se è a capo di una struttura ormai grande per il settore, l’Agridata srl. Che cosa fate esattamente?

Il mondo contadino è concreto e semplice e richiede risposte altrettanto concrete e semplici. Agridata srl, con  i suoi oltre trenta dipendenti, garantisce all’azienda agricola tutto quello che può essere utile alla gestione amministrativa, alla programmazione degli investimenti, nonchè alla ricerca dello strumento e del partner bancario giusto, fino alla creazioni di reti d’impresa e di filiere.

Come è approdato nel gruppo di lavoro FAS e quale è stata la motivazione che l'ha spinta a investire così tanta energia?

Nel gruppo di lavoro FAS sono arrivato all’inizio come progettista di allevamenti, poi vista la qualità dei player, le caratteristiche del progetto, la prospettiva ho lavorato assieme a tutti i componenti della squadra, coordinata da Olos Group srl. Si è trattata di una sfida importante che ha portato alla costruzione di una filiera locale di grande qualità attenta al benessere animale, alle produzioni, rispettosa del territorio e che fa ricadere in termini concreti e moltiplicati i finanziamenti europei nella nostra regione. Non potevo mancare, sono felice di essere stato parte di questo progetto e di questo gruppo di lavoro che ha messo insieme molte risorse e energie

Quali sono i punti di forza della filiera e cosa si attende dal futuro per la filiera?

La filiera è guidata da una struttura solida, costruita e tenuta insieme da tutti i tasselli necessari. Questo progetto che parte dal territorio e arriva alle tavole dei consumatori vuole essere "quel qualcosa in più" in termini di qualità garantita, valorizzazione del prodotto, informazione ampia e completa al consumatore. La filiera FAS si è impegnata a lavorare insieme e al meglio. Tutti i componenti sono entusiasti di costruire insieme e sanno che i problemi di uno sono i problemi di tutti, ma hannoa nche capito che le strade verso le soluzioni si possono percorrere insieme.

Da tecnico con la sua esperienza cosa si aspetta dalla nuova programmazione europea 2021-2027?  

Quello che mi aspetto, da operatore del settore, è che la programmazione confermi gli elementi di base della programmazione di filiera. Si pone in generale grande attenzione alle piccole aziende, alla  montagna, al biologico, alle nicchie, al Km 0, ma la spina dorsale del PSR sono sicuramente le filiere che integrano tutto. Le filiera friulane dalla frutta, della carne suina, del lattiero caseario. Dobbiamo dare prodotti sani, di qualità, a un prezzo corretto al consumatore. Garantire sostenibilità e qualità alla maggior parte dei prodotti e non solo alle nicchie. Torniamo al discorso di partenza: il singolo produttore, per quanto bravo non cambia il mondo, il mondo  lo cambia la squadra che cresce insieme al suo territorio.


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