Il bello trovato | 22 maggio 2022, 05:30

Mosaico, arte sacra e letteratura

Nell’organizzare un convegno a Spilimbergo per i 100 anni della Scuola Mosaicisti del Friuli, sono state raccolte e selezionate fotografie di grandi opere musive realizzate dai laboratori più importanti della regione negli ultimi 30 anni, e quanto visto è veramente affascinante

Mosaico, arte sacra e letteratura

Per esempio la cupola del santuario nazionale Nossa Senhora da Conceicao Aparecida in Brasile, ma anche il leone a Ravenna per cui Dante scrive:

“ma non sì che paura non mi desse / la vista che m’apparve d’un leone: /questi parea che contra me venisse /con la test’alta e con rabbiosa fame /sì che parea che l’àere ne tremasse” (inferno, I, 44-48).

L’associazione Cultura Imago Musiva ha inteso proporre un’ampia riflessione tematica che consenta di recuperare e rinnovare il dialogo tra mosaico e religione cattolica. Un rapporto che fu felice ed efficace un tempo e che oggi ancora stenta a trovare buon esito nel contemporaneo. E non sembra sia solo questione di costi. La densità culturale e la preziosità di offerta estetica che quel paziente, meditato, intelligente lavoro dell’uomo può donare in modo duraturo, si addicono straordinariamente all’incontro con il presentimento del Sacro.

In fondo la frammentazione dell’immagine in tessere, andamenti, geometrie di colore, che hanno di per sé buona capacità di mostrarsi comprensibili, induce facilmente la conquista di maggiore sensibilità verso la bellezza e dunque educa all’elevazione spirituale. Se è la poesia, la bellezza, l’arte insomma che ci aiuta a superare il dato fisico esistenziale, allora il mosaico è mediatore principe nell’Arte Sacra.

Quando poi trova o dà ispirazione alla ritualità e alle parole esso sale di grado e offre incanto e meraviglia, penetra il mistero dell’intuizione poetica dell’artista e rende gli spettatori partecipi maggiormente della Bellezza quale presenza divina. Perciò un convegno che, guardando un poco alla storia del mosaico nell’interpretazione di immagini per la religione, stimoli un confronto su requisiti e linee guida definibili, su evidenze culturali e di comprensione perseguibili, su quali siano oggi le possibilità del suo impiego. 

Cosa possono insegnare le realizzazioni musive del passato? Ancora merita inserire mosaico nei luoghi del Sacro a maggior gloria di Dio, come preziosità significativa, confortevole, di aiuto alla elevazione spirituale, di facile comprensione e Bellezza? Queste le principali domande.

Interventi dei relatori: Linda Kniffitz traccia l’evoluzione delle realizzazioni musive nella cultura religiosa e nella storia del mosaico cristiano; Chiara Tavella analizza la basilica di Santa Sofia quale tempio primigenio per la Chiesa in cui il mosaico è basilare per l’offerta estetica e spirituale; Ivan Simonini mostra quanto i mosaici ravennati abbiano ispirato Dante per la Divina Commedia; Giorgio Bonaccorso indaga il rapporto tra i problemi della liturgia e l’arte visiva come gioco tra visibile e invisibile; Giovanna Czander spiega come la Bibbia tratta delle immagini a parole; Danila Venuto presenta i maggiori interventi in ambito religioso della Scuola Mosaicisti del Friuli; Alessandro Serena illustra la novità di sintesi culturale e tecnica delle figure realizzate per il presepio di mosaico. Romina Gobbo introduce e modera.

Un convegno aperto a tutti nel pomeriggio di venerdì 27 maggio, sala teatro di piazza Duomo.

 

Alessandro Serena