Il bello trovato | 13 giugno 2021

A Roma: musica, mosaici e design

Nel marzo 1993 il coro Tomat di Spilimbergo fece una prima tournée a Roma e visitò il Quirinale accolto dal Presidente Scalfaro

A Roma: musica, mosaici e design

Avvenne nel marzo 1993 che il coro Tomat di Spilimbergo fece una prima tournée a Roma e visitò il Quirinale accolto dal Presidente Scalfaro. Con grande onore cantò per lui e tante altre autorità la messa nella cappella Paolina.

Il capo dei corazzieri, altissimo, era un friulano delle nostre parti. Memorabile la curiosa differenza tra un compagno tenore discretamente basso e il vicino corazziere imperturbabile accanto all’altare. Interessante senz’altro il Quirinale e i suoi arredi ed arazzi. Fu emozionante cantare una delle 102 messe del Palestrina (1525 – 1594), dove lui stesso scrisse e diresse per anni la sua ispirata polifonia, e cantò nella Cappella Sistina la sua musica corale, la musica sacra cattolica più pura ed armoniosa, affermazione ideale della controriforma e costitutiva della Scuola Musicale Romana. Per la sera dello stesso giorno il Fogolar Furlan di Roma ci aveva organizzato un concerto in San Paolo entro le mura, la chiesa degli anglicani episcopali d’America. Fu costruita tra il 1872 e il 1876, con architettura ispirata a quella di San Zeno a Verona, dal più importante architetto inglese del tempo George Edmund Street, maestro ad Oxford di quel William Morris decoratore, che avviò la ricca stagione europea dell’Art Nouveau. La chiesa è incantevole, sia per i mosaici imponenti dell’abside, opera del pittore preraffaellita inglese Edward Burne-Jones (1833 – 1898), realizzati dai laboratori muranesi della Compagnia Venezia Murano, sia per alcune maioliche del Morris suo grande amico, con il quale e per il quale disegnò e creò arazzi, tappeti, carte da parati, maioliche, vetrate colorate e tessuti. Per me, che avevo scritto una tesina sullo sviluppo dell’Art Nouveau in Europa per il corso di disegno 2 di ingegneria, fu vera gioia ritrovare tanti collegamenti culturali. Curioso che tra le figure dei mosaici della chiesa di San Paolo entro le mura il volto di sant’Andrea sia quello di Abramo Lincoln, quello di san Giacomo sia di Garibaldi, quello di san Patrizio del generale Grant: un’americanata. In tutti i gruppi di figure, rese con eleganza e sinuosità tipicamente preraffaellita, sono immortalate alcune personalità dell'epoca. I mosaici presentano 4 temi invece molto significativi: l’Annunciazione, l’Albero della Vita, la Gerusalemme Celeste, il Paradiso Terrestre, con scene dell’Apocalisse, della Genesi, Cristo in gloria con Arcangeli, Cherubini e Serafini, una Città celeste con san Francesco ed asceti, Maria e Maddalena tra donne di carità, Padri della Chiesa Orientale e Occidentale, martiri e cavalieri cristiani con le armature. Oltre a tutto l’estetismo figurativo delle scene, cariche di luce e significato, vale ricordare che Burne-Jones era profondamente religioso e innamorato delle opere di Ghirlandaio, Botticelli, Mantegna, Michelangelo (il Morris lo fece deviare dagli studi teologici alla pittura e insieme visitarono l’Italia nel 1861). Massimo pittore inglese di fine ottocento, fu insieme a Morris il motore fattivo del manipolo di intellettuali ottocenteschi (Henry Cole industriale, John Ruskin critico d’arte, Philip Web architetto, P. Marshall ingegnere, J.C. Faulkner matematico, Dante Gabriel Rossetti pittore) che volevano “migliorare il gusto del pubblico” per mezzo della “bellezza applicata alla produzione industriale”, con il movimento delle Arts and Crafts. Sembra dunque corretto dire che la cultura del design ha solide radici rinascimentali in Italia e che comunque sempre la vera arte si nutre di luce spirituale.  

Autore: Alessandro Serena megazine@megmarket.it