Giro d'Italia d'Epoca | 06 marzo 2021

Michela Moretti Girardengo: "Vai Girardengo, vi racconto il bisnonno Costante"

La Presidente del Giro d'Italia d'Epoca si racconta, fra la passione per la bicicletta, il suo amore per l'Italia e il desiderio di valorizzare le due ruote e il turismo

Michela Moretti Girardengo: "Vai Girardengo, vi racconto il bisnonno Costante"

Michela Moretti Girardengo è la Presidente del Giro d'Italia d'Epoca.

Ha un cognome importante da onorare Michela, che nella vita professionale è un avvocato, da sempre impegnata nel sociale, dal volontariato attivo alle campagne di sensibilizzazione.

"Appartengo all’associazionismo savonese dall’età di 8 anni, quando i miei genitori mi iscrissero agli Scout. Da allora sono cresciuta nella convinzione che ognuno possa, anzi debba, fare 'il proprio meglio' per migliorare il mondo in cui viviamo. - racconta Michela - Amo viaggiare e scoprire il territorio italiano, con i suoi vari paesaggi, la storia, i prodotti tipici, gli usi e le tradizioni locali. Sono estremamente legata alla mia terra natale, la Liguria, con il suo vento, il profumo della salsedine ed il riverbero del mare, ma, quando supero l’appenino ligure e vedo il Monviso e l’arco alpino sento una sensazione di immensa serenità. Sono una marinaia che trova nelle montagne il suo dolce rifugio".

Una grande passione per la bici la sua, quando nasce?

La mia passione per il ciclismo nasce da bambina. 

Vivo in Liguria dalla nascita e non esiste una primavera senza la Milano-Sanremo. Andavo con i miei genitori a bordo strada e attendevamo la carovana passare. Era una festa. Ogni anno, ad ogni primavera, tra quelle macchine c’era anche Gino Bartali che ad Albissola si fermava per salutare un amico ceramista. Non c’era volta che la mamma non si intrattenesse qualche minuto con il grande Campione toscano e non c’era volta che Bartali non ricordasse con estremo e sincero affetto il Campionissimo Costante Girardengo. 

La mia passione per il ciclismo è nata prima che scoprissi chi fosse il mio bisnonno, perché per me Girardengo era la marca della mia bicicletta, realizzata da mio nonno apposta per me, con il mio nome sul tubo obliquo. Era il cognome della mamma, ma niente di più. 

Fu la mia maestra della prima elementare, una suora appassionatissima di ciclismo, a parlarmi del grande Omino di Novi ed a insinuare in me la curiosità che vive ancora adesso in me.

Chi è stato Costante Girardengo visto dalla famiglia?

Negli anni nonno Luciano e mia mamma mi hanno raccontato chi fosse Costante Girardengo e i libri e gli articoli dei grandi giornalisti di un tempo mi hanno aiutato a completare la conoscenza di un bisnonno che venne a mancare 6 mesi dopo la mia nascita. Gli aneddoti di gregari e di personaggi del mondo della biciclette mi hanno aiutato a colorare un'immagine in bianco e nero di un ciclista che scrisse pagine indelebili di storia del ciclismo e che visse tutta la sua vita amando la propria famiglia, onorando la Patria, rispettando gli avversari ed aiutando i compagni di squadra.

E' un cognome importante da onorare...

La decisione di affiancare al mio cognome di nascita, quello materno, nasce proprio dall’amore nutrito da mio nonno e da mia mamma che ho percepito dai loro racconti e dal desiderio che la memoria di un uomo così speciale come Costante Girardengo non cadesse nell’oblio. 

Per la mamma il nonno Costante è stato un nonno affettuoso e sempre presente nei momenti importanti. E’ stato il nonno che le ha insegnato ad andare in bicicletta, che la portava a caccia con sé, facendole custodire la valigetta con i richiami per le varie specie. Nonno Luciano, invece, nacque quando ancora Girardengo correva e i suoi ricordi erano di un papà rigoroso nella sua preparazione che non era solo fatta di allenamenti. Il ciclismo allora, come ora, era uno sport di gambe, di testa e di cuore. 

Il bisnonno Costante ha avuto accanto una donna speciale che lo ha sempre sostenuto e gli ha dato la forza e la serenità per continuare la sua attività professionistica sino al 1936, a 24 anni di carriera, con 131 corse su strada e 965 su pista vinte. 

Un campione sulla bicicletta e anche nella vita, perché, nella mia attività di conoscenza del bisnonno, ho scoperto tramite i libri e i racconti dei gregari che fu un uomo molto generoso, che non voltò mai le spalle a nessuno in difficoltà, che aiutò i suoi gregari, senza troppo clamore, ad acquistare casa e le loro attività finita la carriera professionistica. Un campione che indossava la maglia italiana (ne vinse ben 9) con rispetto e devozione. 

Come Coppi e Bartali dovrebbero essere insigniti del titolo di Padri della Repubblica, grazie alle loro gesta sportive, così Girardengo dovrebbe essere insignito del titolo di Padre della Patria, considerato che con la sua maglia tricolore, nel 1919, riunì l’Italia e gli Italiani appena usciti dal Primo Conflitto Mondiale.

Il suo grande impegno nel Giro d'Italia d'Epoca, quali obiettivi?

La mia attività di ricerca e la curiosità nello scoprire Costante Girardengo mi hanno portato a conoscere il ciclismo d’epoca e il Giro d’Italia d’Epoca. È un circuito di eventi dedicato alla storia del ciclismo, alla bicicletta d’epoca ed alla valorizzazione del territorio italiano. Dal 2017 sono la presidente di questa meravigliosa realtà che nasce dall’amore verso il territorio e dalla passione per il ciclismo. Gli eventi che entrano a far parte del Giro d’Italia D’Epoca permettono di scoprire le diverse realtà locali, i prodotti enogastronomici e di diffondere la cultura del cicloturismo e la storia della bicicletta. Insieme ai grandi campioni nazionali ed internazionali, noi tuteliamo la memoria dei campioni locali, tuteliamo la bicicletta non solo come attrezzo sportivo, ma come mezzo da lavoro, come simbolo dell’emancipazione femminile, come strumento che ha permesso di difendere i confini della nostra Patria. Il mio obiettivo è far conoscere alle nuove generazioni tutto il meraviglioso percorso che è stato fatto sia a livello tecnologico, che di abbigliamento, un percorso fatto di conquiste, in diversi ambiti, in sella ad una bicicletta.

Chi è Michela Moretti Girardengo 

Hobby: ho 2 grandi passioni che sono i miei hobby: il mio cane e il ciclismo d’epoca. Divido il mio tempo libero con la mia labrador, con la quale condivido il profondo amore e attrazione verso l’acqua che sia dolce o salata, che sia mare, lago o torrente; e giro l’Italia con la mia bici per partecipare ad eventi dedicati ai velocipedi ed alle bici ante 1987. A volte, quando riesco, giro l’Italia con la bici ed il cane.

Piatto preferito: amo tutta la cucina italiana, i piatti tipici ed i prodotti locali.

Vino preferito: amo i vini rossi e prediligo i vini della zona in cui mi trovo. Uno nei miei preferiti è il Nebbiolo.

Valori di riferimento: credo nell’importanza della famiglia, nel rispetto verso gli altri, nell’educazione e nella gentilezza. Credo della grande potenza di un sorriso e cerco, per quanto possibile, di aiutare le persone in difficoltà. Pratico l’onestà verso me stessa e verso gli altri e la coerenza con i miei ideali e l’educazione ricevuta.

Sogno nel cassetto: scrivere due libri: uno sulla mia scoperta del bisnonno Costante Girardengo e uno a fumetti per i bambini, per raccontare le imprese del Giro.

Tag: Girardengo, Coppi, Bartali, ciclismo, GIDE, Giro d'Italia d'Epoca, Gioia Bartali, Michela Moretti Girardengo, Giro d'Italia

Autore: megazine@megmarket.it