Giro d'Italia d'Epoca | 03 aprile 2021, 05:30

La Lambrustorica, fra le terre del Lambrusco in bicicletta

La Presidente del Giro d'Italia d'Epoca, Michela Moretti Girardengo, racconta le ciclostoriche assieme agli organizzatori William Salvioli, Raffaele Bertolucci, Giuseppe Magnisi e Franco Veneri

La Lambrustorica, fra le terre del Lambrusco in bicicletta

Le ciclostoriche che compongono il Giro d’Italia d’Epoca sono organizzate da persone che, attraverso i loro racconti, fanno assaporare l’amore per il territorio dove vengono realizzati questi eventi. 

Richiamano la storia del ciclismo e permettono di scoprire un Paese fatto di tante piccole meravigliose realtà, di profumi, sapori e colori unici e indimenticabili.

Iniziamo con la Lambrustorica, la tappa emiliana del Giro d’Italia d’Epoca e ne parliamo con gli organizzatori William Salvioli, Raffaele Bertolucci, Giuseppe Magnisi e Franco Veneri, presidente del Motoclub Carpi.

Come nasce l’idea della vostra ciclostorica?

In questa zona, Carpi e dintorni, che ha visto il ciclismo fin dagli albori, mancava una manifestazione legata al ciclismo storico. Come grossi eventi sportivi anche a carattere internazionale c'erano stati prima la Maratona d'Italia in seguito abbinata ad una Granfondo ciclistica, ma che poi sono sparite quando è uscito di scena per malattia l'ideatore. Carpi è in posizione centrale rispetto alle province di Modena, Reggio Emilia e Mantova, zone tipiche del Lambrusco, uno dei vini più venduti in Italia e con un apprezzamento via via crescente anche all'estero. Ecco allora, visto il crescente interesse nel ciclismo storico, l'idea di provare ad organizzare una manifestazione che ha come tema il pedalare nelle terre del Lambrusco utilizzando bici e abbigliamento che hanno caratteristiche storiche.

Qual è il legame del vostro territorio con la storia del ciclismo?

Le strade di Carpi e dintorni hanno visto il ciclismo sin dagli albori. Prima società ciclistica fu la Nicolò Biondo che ha avuto tra i sui iscritti l'olimpionico Nino Borsari e Tullio Campagnolo. Ercole Baldini agli inizi è stato tesserato in una società ciclistica carpigiana. Nella vicina Cavezzo, sull’onda della vittoria alle olimpiadi di Los Angeles '32 del concittadino Nino Borsari, si costruì un velodromo. Memorabili le riunioni che dalla fine degli anni '40 fino a tutti gli agli anni '50 videro campioni come Fausto e Serse Coppi, Magni, Ortelli, Bartali, Martini, Carrea, Maspes.

Perché avete scelto il rosso e il bianco per la vostra maglia di lana?

Rosso e bianco sono i colori della Città di Carpi e come modello cui ispirarsi si è scelta la maglia di una delle vecchie società ciclistiche di Carpi, il Pedale Carpigiano.

Qual è il passaggio più caratteristico della Lambrustorica?

Carpi è una città ricca di storia e monumenti che ha avuto il suo periodo di maggiore splendore artistico nel Rinascimento, rinomata un tempo per l'arte della scagliola e i manufatti di trucciolo, oggi importante centro della maglieria.
Frutto del riassetto rinascimentale è Piazza dei Martiri una delle più grandi d'Italia: sul lato occidentale un lungo portico, su quello orientale il Castello e su quello settentrionale l'imponente Cattedrale, progettata da Baldassarre Peruzzi derivandone il disegno dalla Basilica di San Pietro in Vaticano.
All'interno del Castello, oltre ai Musei Civici, ha sede il Museo Monumento al Deportato, la sala dei nomi reca inciso su pareti e volte il nome di circa 15.000 cittadini italiani deportati nei lager. Infatti a pochi chilometri, presso l'abitato di Fossoli, i resti dell'Ex Campo di Concentramento. Utilizzato dal '42 al '44 come campo di concentramento e transito per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici, è ora testimone e monumento della stupidità e crudeltà umane.
Si stima siano transitati dal campo circa 5000 deportati, tra di loro anche lo scrittore e poeta Primo Levi deportato ad Auschwitz.

Territorio pianeggiante, solcato da canali di bonifica e caratterizzato da manufatti idraulici di pregio architettonico, corsi d'acqua, aree umide, argini facenti parte dell'asse fluviale del fiume Secchia. Pur mantenendo fermi alcuni punti, cerchiamo di cambiare percorso ad ogni edizione per sopperire alla piattezza morfologica del territorio, ricercandone e mostrandone le diversità storiche e culturali.

Tag: Carpi, Lambrustorica, Emilia Romagna, Michela Girardengo, Gioia Bartali, Giro d'Italia d'Epoca

Autore: Michela Moretti Girardengo megazine@megmarket.it