Dal Mercato | 13 aprile 2021

I Brutti ma Buoni, golosità di Borgomanero

Nel 1905 in occasione della 22° edizione dell’Esposizione Internazionale di Parigi, ai Brutti ma Buoni furono attribuiti addirittura una medaglia d’oro e un diploma ad honorem

I Brutti ma Buoni, golosità di Borgomanero

I Brutti ma Buoni sono dei golosi biscotti che furono inventati nella seconda metà dell’Ottocento in provincia di Novara, a Borgomanero, in una delle prime 'Offellerie'. Il nome originale era "Brutti ma buj", come vuole il vernacolo borgomanerese, per via dall’aspetto irregolare e grezzo e per il fatto che sono assolutamente deliziosi, con una consistenza leggerissima e friabile: croccanti fuori e leggermente morbidi dentro.

Nel 1869, così racconta la tradizione, il pasticciere di Borgomanero mescolò pochi ingredienti: l'albume montato, mandorle e zucchero, profumando il tutto con la vaniglia e per la prima volta preparò i Brutti ma Buoni. La dolce novità venne reclamizzata su grandi manifesti esposti in città, dalla piazza fino alla stazione delle corriere.

Nel 1905 in occasione della 22° edizione dell’Esposizione Internazionale di Parigi ai Brutti ma Buoni furono attribuiti addirittura una medaglia d’oro e un diploma ad honorem.

Nel 1951 l’Offelleria fu rilevata da un’altra pasticceria di Borgomanero che salvò la ricetta originale, la stessa che viene seguita alla lettera ancora oggi.

I semplici ingredienti e la mancanza di farina nell’impasto rendono questi biscotti adatti anche alle persone con intolleranza al glutine.

Come spesso accade a molte eccellenze gastronomiche, anche la paternità dei Brutti ma Buoni è contesa da diverse località. Oltre che a Borgomanero, infatti vengono prodotti nel Cuneese e a Chieri come specialità locali, con la variante dell’utilizzo delle nocciole al posto delle mandorle.

Tag: brutti ma buoni, Borgomanero, offelleria

Autore: M.N. megazine@megmarket.it 

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