Campovolo | 25 settembre 2022, 05:30

Udinese Calcio S.p.a. oggi sempre più “Grande” tra le “Grandi”

Non è una novità che il bianco e il nero indichino situazioni completamente contrapposte

Udinese Calcio S.p.a. oggi sempre più “Grande” tra le “Grandi”

Oggi, alla Dacia Arena, mentre risalgo le gradinate di questo meraviglioso impianto, vengo attratto da una “voce corale” che rimbalza tra le sue mura ormai quasi vuote. La partita è ormai terminata, Il dado tratto. Girandomi in silenzio noto una scena curiosa forse sfuggita anche al pubblico più attento che ha ormai abbandonato gli spalti dopo una giornata dai toni tanto eccitanti quanto burrascosi.

Ascolto rispettoso da un lato i “ragazzi della nord” che in coro fanno lievitare una voce unanime “Udinese … Udinese …” soffocata a tratti da uno sventolare incontrollato di bandiere bianconere e dall’altro, contrapposto, un cupo silenzio nerazzurro fatto di volti uniformi, ammutoliti e immobili come immobili sono ora i pensieri bloccati lì, davanti a un punteggio ancora impresso sui tabelloni che non riescono a smentire in alcun modo il risultato finale: Udinese tre, Inter uno.

La giornata di sole ormai autunnale appena trascorsa, ci ha regalato oggi una impresa sportiva capace di solleticare gli animi degli amanti del buon calcio e anche probabilmente quelli dei tifosi meno accaniti e che rimarrà viva a lungo nei cuori e nelle menti anche dei più distratti. 

Anche questo, alla fine, fa parte della bellezza straordinaria del calcio, sport che sa emozionare e che oggi spinge una storica principessa, L’Udinese, ai vertici della classifica di Serie A. L’Udinese provinciale di oggi è così lì coccolata dalle grandi.

Una volta raccolta nel prepartita la tensione all’arrivo delle squadre, transitate nel sottopasso che porta agli spogliatoi, la giornata mi regala un incontro inaspettato con persone straordinarie, tanto semplici quanto speciali.

Da una parte un ospite neroazzurro doc, Amedeo Umberto Rita Sebastiani, meglio conosciuto come Amadeus, accompagnato dalla moglie e dall’altro due tifosi bianconeri intramontabili e d’eccezione ma sempre qui benvenuti: sono le “vecchie glorie” Nestor Sensini e Alessandro Calori che, seduti l’uno a fianco all’altro, si lasciano andare ad un simpatico scambio di battute.

Il bello? Nessuno dei 22.475 spettatori noi compresi, in quel preciso istante, sa ancora che questa giornata sarà indimenticabile per tutti i tifosi bianconeri, artefici anche oggi di un tifo accanito sì, ma come sempre “serio”, sereno e rispettoso (ps. Escludo a priori ovviamente gli sfottò che fanno del gioco).  

Lo stadio è praticamente tutto esaurito, la partita intensa, il gioco frizzante con cambi di fronte repentini e continui e a dir poco emozionante.

Dopo un attimo di silenzio e preoccupazione dovuto ad uno straordinario colpo da biliardo di Barella, il tempo scorre rapidamente, regalandoci tre perle preziose chiamate  Skriniar (autorete) e Bijol, che al ventiduesimo e all’ottantaquattresimo minuto di gioco ci faranno esultare e Arslan, che al novantatreesimo ci fa volare in vetta alla serie A, anche se solo per qualche ora.

Rimbalzando qua e là tra i mie soliti appunti disordinati, sorridendo compiaciuto,  trovo qualche spunto per la lettura della giornata: giornata di sole; stadio direi tutto esaurito per una sfida di campionato che si annuncia avvincente; già dalle prime battute l’Udinese non dimostra paura; in campo c’è come sempre un SUPER MARCO SILVESTRI; primo tempo divertente con cambi di fronte repentini e ogni tanto con qualche errore di troppo da entrambe le parti; I tifosi Nerazzurri incoraggiano i loro giocatori con il solito coro: “noi vogliamo questa vittoria” ma l’Udinese non ci sta! È una partita avvincente; Ultimi minuti con Sottil che richiama i suoi alla calma; sono teso!

Ma alla fine leggo una sola frase scritta in maiuscolo a centro pagina che recita: “GRANDE UDINESE”

Al termine della partita rimangono solo echeggianti le parole di mister Sottil, che, serio e consapevole della forza del gruppo, conferma:

“Oggi è stata fatta una grande partita, dall’inizio alla fine. Con fame, con grinta, con qualità. Non è facile ribaltare una partita contro una squadra come l’Inter dopo uno svantaggio immediato, ma ho sempre detto ai ragazzi di pensare solo a noi. E allora siamo saliti in avanti e creato tanto, vincendo meritatamente la partita”.
La vittoria è stata “strameritata, una prestazione di grande pressing e intensità. La forza è essere coinvolti tutti noi. Siamo sulla buona strada e la dobbiamo proseguire”.

Non mancherà poi, nei giorni successivi all’impresa, il commento fermo di Paron Pozzo che rilasciando una lunga intervista esclusiva a Udinese TV sottolinea: 

“Mi hanno colpito di questa Udinese soprattutto la determinazione e la voglia di fare risultati. Ovviamente questo è nella natura dei giocatori ma l’allenatore in questo è determinante. Ma direi che lo sono anche l’ambiente e lo staff lo sono. La squadra ha più o meno le stesse potenzialità dell’anno scorso, i nuovi giocatori sono stati scelti per costruire una squadra sempre più forte. Ci vuole ancora un po’ di tempo perché i nuovi si adeguino al nuovo contesto e trovino la chimica giusta.

“Non ci esaltiamo perché conosciamo la difficoltà della Serie A e la forza dei club metropolitani con fuoriclasse e bilanci più ricchi. Noi dobbiamo prendere giocatori con potenzialità importanti e farli crescere rapidamente per raggiungere gli obiettivi. Io sono un grande appassionato di calcio, non faccio questa attività per business. 36 anni fa non avrei mai pensato di fare calcio in prima persona, ho iniziato per dare una mano all’Udinese. Doveva essere una cordata poi sono rimasto solo con la mia famiglia che ha ereditato questa grande passione e la voglia di vincere e di tornare in Europa.
Se negli ultimi anni non ce la abbiamo fatta non è perché siamo degli sbandati ma perché è un campionato difficile e non è facile scalare questa montagna ma io ci credo e continuerò a farlo ogni anno perché vorrei raggiungere di nuovo l’Europa come abbiamo fatto tante altre volte (11) per divertirci partecipando alle competizioni europee. Indubbiamente le ambizioni sono quelle di dar fastidio alle grandi, mai iniziamo un campionato con l’obiettivo di salvarci ma con quello di andare in Europa”

E per concludere sempre Pozzo si lascia andare pronunciando le tanto attese aspettative future, richiamando “alle armi” tutta la tifoseria bianconera e non solo:

“C’è una vera e propria simbiosi tra l’Udinese e i suoi tifosi, vale lo stesso discorso che c’è tra il corpo degli Alpini e gli Alpini, una volta che si è stati parte del corpo lo si rimane per sempre. Io sono uno di quei tifosi.
Giochiamo partita per partita, la mia speranza è di andare in Europa, la squadra è attrezzata poi, si sa, ci vorrà anche un pizzico di fortuna, il non avere infortuni gravi ma siamo una società ed un popolo ambiziosi: pensiamo di avere il diritto a qualche soddisfazione importante”.

Ora che la notte è calata e la Dacia Arena riposa in attesa dei prossimi “incontri” rimane nell’aria serena e fresca il gusto dolce di una vittoria speciale a coronare una settimana di intensa attività di preparazione, analisi, tattica e studio minuzioso per non lasciare nulla al caso.

Questa, signori è l’Udinese. E allora in bocca al lupo per il futuro prossimo e che sempre si levi a gran voce il coro “Alé Udin, alé Udin alé alé alé”.

“I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.” (cit. Jim Morrison)

(fonte www.udinese.it)

 

Alberto Cocetta