Campovolo | 29 maggio 2022, 05:30

Pura energia e un sorriso che sa contagiare! Questo è Mattia Cavalli

È un pomeriggio caldo di sole e sto passeggiando a San Mauro di Premariacco, piccolo paesino del Friuli centrale dove ha sede la scuola di volo Fly & Joy

Pura energia e un sorriso che sa contagiare! Questo è Mattia Cavalli

Qui respiro sempre aria di casa. Quando vengo qui, estate primavera o autunno che sia, c’è però una costante a cui, fino a ieri, non avevo posto la giusta attenzione e che oggi ha stuzzicato la mia curiosità!

Un rumore insolito di moto che scorrazzano rumorose in un angolo di questo piccolo paradiso del volo, attira la mia attenzione.

È così che per caso scopro un mondo nuovo che non conoscevo, un mondo fatto di persone semplici ma straordinariamente “vivaci” che mi hanno rapito e trascinato con loro in una nuova avventura.

È così che ho conosciuto una persona spazialmente e temporalmente attivissima e “tutta da scoprire” a cui oggi ho chiesto di raccontarci la sua storia.  Ecco a voi Mattia Cavalli. 

Mattia, 34 anni, udinese di nascita, pratica Freestyle Motocross da circa due anni e vive di sport da oltre 4 anni, occupandosi di gestire e organizzare manifestazioni di vario tipo in ambito motociclistico oltre che a curare l'immagine delle aziende che decidono di supportarlo nella sua attività di Freestyler!

Tremendo come pochi a scuola, un po’ matto come lo descrivono simpaticamente i suoi più stretti collaboratori e gli amici, è felicemente sposato con Michela. Nicole, la figlia, lo accompagna e vive assieme a lui tutte le emozioni di questo sport tutto particolare come straordinariamente particolare è proprio lui! Il mitico Mattia.

Ricordo ancora indelebile nella mente e nel cuore il primo incontro sul campo di volo della Scuola Fly & Joy di Premariacco in provincia di Udine dove Mattia si allena quotidianamente.

È stata la mia fidata Nikon ad essere attratta da uno sguardo celato sotto una visiera colorata e una mano “cornuta” rivoltami a richiamare l’attenzione e capace di far muovere quel dito che ha immortalato per sempre un attimo rimasto fissato lì, in quella scheda di memoria, come segno della nostra amicizia.

Ora per me è un onore intervistarlo e condurvi in questo viaggio magico alla scoperta di questo insolito personaggio! 

E allora saltiamo in sella alla sua moto e facciamoci trascinare in volo con le sue acrobazie e per farci raccontare la sua avvincente storia fatta di passione cuore e tanta voglia di emozionare grandi e piccini.

 

Buongiorno Mattia e grazie per averci concesso questa intervista tra un salto e l’altro! Ci spieghi in parole povere cos’è il  Freestyle Motocross?

Il Freestyle Motocross, conosciuto anche come FMX, è una recente variazione del motocross. Questa specialità non si concentra sulla velocità in gara, ma sull'abilità dei piloti nel compiere acrobazie durante i salti. I corridori si esibiscono infatti in salti di 20 metri o più di lunghezza arrivando ad altezze di circa 10/12 metri. I salti vengono fatti su rampe e atterraggi artificiali in ferro.

Il freestyle motocross è una disciplina sportiva importata in Italia dagli Stati Uniti d’America nei primi anni 2000 e coltivata da vari piloti italiani fino ai giorni nostri.

Mattia dove nasce la tua passione per la moto?

“Sinceramente non lo so dove è nata ma so di per certo che è stato un richiamo naturale. Mi son avvicinato a questo mondo molto tardi rispetto agli altri piloti che iniziano usualmente a 5/6 anni Io ho iniziato all'età di circa 13 anni perché i miei genitori erano contrari alle due ruote.

Alla fine, è stato grazie al sudore versato durante la mia prima vendemmia estiva che ho potuto comprare la mia prima moto: una scintillante APRILIA RX 125 DEL 95'.

Ricordo ancora con piacere cosa in quella moto non funzionasse!

Bei tempi però, correvi solo per il gusto di correre, in qualsiasi condizione, andava tutto bene. A dire il vero era già tanto se potevo permettermi un casco…”

E allora spiegaci un po’, ma la moto per Mattia è?

La moto per Mattia fondamentalmente è vita, una stupenda malattia, quasi un’ossessione. Mi alzo la mattina e penso a lei, la sera vado a dormire e penso a lei anche se spesso per me è stata fonte soprattutto di guai! Quando ero a scuola aspettavo la fine delle lezioni per andare in moto e aimè la minestra non è cambiata molto. Quando ho iniziato a lavorare, la situazione anzi è pure peggiorata. Ho perso oltre 14 lavori per riuscire a correre alle mie condizioni ma nonostante questo, per mantenere me e questa passione molto costosa, lavoravo duramente parecchie ore al giorno, circa 12 ore al dì, 6 giorni su 7 e spesso 7 giorni su 7. Ero deciso a coronare un mio sogno, volevo lavorare nel mondo dei motori”.

A volte si dice che nella vita per avere delle cose che altri non hanno bisogna rischiare del proprio, ma cos'è il rischio per Mattia?

“Bella domanda! In parole spicciole il rischio è paura, adrenalina e voglia di mettersi in gioco. Una condizione che impari ad accettare e con cui impari a convivere ma che non dovrebbe mai trasformarsi in “terrore”.

Perché Extrema Group 2.0 / FVG freestyle?

“Circa quattro anni fa o poco più diedi il via ad un team di sport estremi chiamato Extrema Group che contemplava svariate discipline sportive, dal motocross all’ enduro, dal downhill allo  skateboard, sup, mma, curryng e rally e via dicendo”

Utilizzavo la formula del marketing bidirezionale, mediando per i piloti sponsorizzazioni e utilizzavo lo stesso brand che ci supportava per organizzare delle pubblicità nei vari settori sportivi da me seguiti.

Per farla breve, nella normalità i piloti a vario titolo vengono sponsorizzati solo in caso di vincita nel singolo sport. Noi invece davamo visibilità in modo continuativo senza tralasciare nessuno in tutti i settori, supportati dalla mia persona. Se un pilota avesse perso nel motocross, avrebbe vinto un altro in un'altra disciplina e così eravamo sempre sulla cresta dell’onda e di conseguenza i giornali ci garantivano ampia visibilità. È così che abbiamo vinto anche il progetto giovani start-up facendo un salto di qualità.

Nel 2018, mentre stavo organizzando un’impresa sportiva, son entrato in contatto con un gruppo di Freestyler e da lì è sbocciato un amore a prima vista. Ho lasciato il passato alle spalle, compreso il lavoro a tempo indeterminato in una rinomata azienda.

Ancor prima quasi di toccare una rampa con un dito, avevo capito che quella era la mia strada.

Poco dopo utilizzai le risorse di eXtrema Group per dare vita alla FVG Freestyle, comprando le strutture per organizzare gli eventi e allestire il park di allenamento”.

Mattia di cosa ti occupi nella tua organizzazione?

“Principalmente ora mi sto occupando e preoccupando solo di imparare a saltare bene in rampa, soprattutto in sicurezza. Ho messo da parte risparmi sufficienti per coprire la stagione 2022 per poter organizzare anche qualche evento. Ma il tempo corre veloce, più della mia moto e senza accorgermi mi trovo proiettato verso diverse proposte. Arrivano così inaspettate richieste di partecipazione a show di freestyle motocross organizzati anche da altre squadre o richieste da diversi imprenditori di organizzare manifestazioni ed eventi sportivi di settore.

Devo essere sincero per quest’anno non avevo in programma di fare il “vagabondo” ma non posso permettermi di scartare nulla, conseguentemente considero attentamente tutte le proposte che ho il pregio di ricevere. Conto così di farmi apprezzare per quello che sono veramente! Rispetto, serietà e lealtà a tutto tondo per costruire un futuro ricco di buoni rapporti e di vera amicizia”.

Esiste un lato oscuro del freestyle mx?

“Diciamo che tocchi un argomento che considero molto soggettivo! Dipende spesso dagli “scheletri” che ciascun pilota tiene stretti nel proprio armadio.

Io a dire il vero non son un esempio da seguire per l'fmx! Dopo tre mesi, che praticavo la rampa mi sono fratturato spalla, piede, costole e dita a causa di una mia distrazione. Son tornato in sella e nel giro di due mesi nonostante l’avvertimento di amici di fare le cose con calma, ho tentato di bruciare di nuovo le tappe rimediando solo un volo in elicottero. In un solo colpo rimediai fratture varie a polso, spalla e tre costole con l’aggiunta di una resezione dell'intestino, lesioni a milza, pancreas, fegato, e un versamento di sangue nel polmone dx che non mi fecero per tanto tempo dormire sonni tranquilli!  

Il freestyle a mio avviso ti pone innanzi una scaletta ben precisa che ogni pilota deve seguire e affrontare anche se il principale ingrediente rimane comunque: LA PASSIONE.

La paura è una costante che aiuta a non farsi male; Dopo che hai vinto la paura devi fare i conti con l'infortunio più o meno grave e se torni in sella nonostante il malanno sei sulla strada giusta anche se ancora ti manca l'ultimo step: Il vil denaro!  

Quando arrivi a questo punto lo stai già praticando da un po’ e devi fare i conti con uno sport che comunque è impegnativo dal punto di vista economico e devi trovare il modo di conviverci per poter continuare ad allenarti. Ben presto ti accorgi che se sei impiegato a tempo pieno in una attività terza diventa sempre più difficile far combaciare le due cose.

Purtroppo, il freestyle motocross è come una pianta che ha bisogno di essere annaffiata poco e spesso soprattutto nei primi anni.

La maggior parte dei piloti professionisti che conosco si allenano spesso, altri solo il fine settimana, diciamo che la cosa è comunque soggettiva.

La benzina che stimola i miei sensi si chiama “adrenalina”. È quella cosa che si scatena dentro di te quando sai di fare cose che alle persone apparentemente più normali fanno paura.

Ecco che, una volta superati questi step, rimane la tensione estenuante dei continui allenamenti indispensabili a imparare a gestire sempre situazioni diverse;

Dallo stress provocato da uno show dove ti devi confrontare con le intemperie di stagione su un atterraggio che non conosci, dove magari non riesci nemmeno a scaldarti prima di iniziare, fino ad arrivare alla prova di nuove acrobazie in allenamento con salti che possono coprire distante di 20 metri per un’altezza di 10 e oltre”.

Mattia quali sono le tue altre passioni oltre il freestyle mx? 

“Tendenzialmente nessuna. Questa attività mi tiene occupato per 13 ore al giorno. Dopo la moto, i video, l’editing, il marketing, email, la manutenzione del park arrivo al punto di essermi scordato una vita tranquilla e normale. La sera mi metto sul divano e poco mi addormento senza accorgermene. Sostanzialmente per farla breve è uno stress mentale continuo non da poco tenere tutto in bolla. Pago un prezzo altissimo per sostentare tutto ciò. Da molto non riesco a concedermi un periodo di riposo, ogni fine settimana sono impegnato in postazione al park, approfitto solo di non saltare quando piove.

Ma entriamo nel vivo dei tuoi magnifici salti; Mattia ci descrivi la tua figura acrobatica preferita?

“La mia figura acrobatica preferita e che sposo più di tutte come un richiamo naturale è il backflip (l’inversione con la moto) . Sarà il prossimo obbiettivo del 2023.

Figure più difficile che stai provando?

“Una figura che sta letteralmente mettendo alla prova i miei nervi e che mi sono prefissato di fare alla perfezione è il Superman ovvero manovra che comporta il fatto di portare le gambe all'indietro durante il salto senza l'ausilio delle flip levers. Le Flip levers, per inciso,  sono delle leve che aiutano a rientrare in posizione quando ti stacchi dalla moto, i famigerati corni nel manubrio che tutti chiedono cosa sono e che tutti i curiosi toccano senza ritegno quando c’è la moto in esposizione … cosa che mi manda fuori di testa!

Difficile trick e movimento perché è una spinta che una volta messa in atto, se non la gestisci come il movimento di un elastico difficilmente riesci a rientrare sulla moto, rimani appeso e quando atterri senza gambe sulla sella sono dolori.

Sembrerebbe un’acrobazia facile ma nella realtà è la base per i trick più impegnativi. Per assurdo ho trovato più semplice il backflip, il famigerato giro della morte in vasca di gomma piuttosto che questo manovra semplice e allo stesso tempo molto complicata”.

Obbiettivi di questa stagione 2022? 

“Per il 2022 voglio portare a termine il Superman, Seat grab e migliorare i trick che già conosco, ma senza esagerare. Per il 2023 vorrei chiudere su terra il flip, giro della morte, almeno sulla rampa chiamata kicker, una rampa più alta e più irrequieta che ti permette di uscire già con la moto quasi alle ore 12.

Nel freestyle Mx ho notato che  servono pochi trick per lavorare e farsi apprezzare negli show basici. Uno show dura non più di 10 minuti, di conseguenza, non voglio bruciare le tappe e soprattutto cerco di fare le cose in massima sicurezza. Con la pelle non si può scherzare troppo di questi tempi”

Soprattutto oggi i vari rider pensano a volte di più a mettersi in mostra con trick e show facendo tutti le stesse cose ma basta usare un po' di astuzia per fare la differenza

Ecco che qualcosa di nuovo bolle in pentola e a breve lo potrete constatare anche voi. Next date: GIUGNO 2022

Chi ti ha insegnato il fmx?

Se ci pensassi bene,  all’inizio direi nessuno! Veramente sono un autodidatta però mi ero accorto che con la postura errata facevo tutto in maniera "sporca", disorganizzata e con poco stile. Così grazie a tre scuole, è cambiato tutto e non è finita perché tutto si trasforma e continua di volta in volta a cambiare, per fortuna sempre tutto in meglio. Ho cercato di apprendere e di assorbire al meglio tutti i consigli dei tre coach con cui ho avuto l’onore di lavorare: coach CAVINA, il primo amore non si scorda mai; coach POGGIANA, e  coach ALVARO DALL FARRA. È nato così il vero Mattia di oggi, quel Mattia che ha saputo plasmare il suo stile di guida e il suo modo di correre in moto facendo propri tutti i buoni consigli dei tre top manager!

Fai un gesto scaramantico prima di correre? 

“Più che un gesto scaramantico ho creato una routine che inizia da quando mi alzo la mattina del giorno in cui devo correre. Colazione leggera, niente zuccheri, risveglio muscolare leggero con 20 minuti di stretching, caffè nello stesso posto, il bar vicino al park, stessa musica in auto e stesse procedure iniziali di allenamento una volta arrivato al park, salito sulla moto, parte il mantra; occhio malocchio, prezzemolo e finocchio allontana i porta sfiga e dammi la possibilità di migliorarmi anche oggi.

Ti dico di più, per tutto l'allenamento quando giro in moto, parlo continuamente da solo! È un modo per concentrarmi e trovare sempre la giusta auto-motivazione”

L'esibizione più divertente? 

“Direi che è stata quella del 18 dicembre 2021, un evento per 24mx dove ho messo proprio la mia firma. Son riuscito a mettere in mutande, nel vero senso della parola, il motocross Friulano sulla pista di Cordenons, andate a cercare sulla pagina di Facebook nel post datato 18 dicembre.

Già, sotto sotto, devi sapere che son un burlone e faccio scherzi continuamente ma quella volta è stato epico perché ho inserito un gioco a premi in pista”.

Mattia cucini e qual'è il tuo piatto preferito?

“Qui non caschi molo bene! Scatolette di tonno o di carne vanno bene? Amo mangiare ma non amo cucinare: quindi pizza a manetta e non vedo l'ora di diventare grande (non in altezza) per diventare magari un signore paffutello e sproporzionato, appiccicato al sedile cupo di una fiammante Harley Davidson 883 pronto a “sbeffeggiare” simpaticamente quei biker che hanno visto per anni e anni solo asfalto e chioschi! Bene, così credo che in vecchiaia non sarò un tipo facile da sopportare, ma solo il vero Mattia Cavalli!”

Vino preferito? 

“Qui caschi invece proprio male, caro Alberto, perché son completamente astemio. Non bevo e tra l’altro non fumo e mi dedico da tempo a null’altro che non sia saltare, correre a piedi, nuotare e tutto quello che è sport”.

Progetti futuri e sogni nel cassetto?

“Il più importante progetto per il futuro sarà quello di ampliare il park di allenamento per dare una “casa vera” con tanto di cellula abitativa, officinetta e park degno di rampe e atterraggi da professionista con l'uso di una vasca in gomma ad aria a tutti quegli appassionati che non se lo possono permettere e per cui potrebbe rimanere solo un sogno. Beh, io quel sogno voglio e pretendo che tutti i tenaci come me lo possano realizzare. Quindi eccomi qui a disposizione  

Sogni nel cassetto? Sinceramente al momento non ne ho uno in particolare. Ho realizzato già quello che volevo fare. Sapete cosa vuol dire guardare e riguardare per ore fino allo sfinimento quei video di salti su YouTube, dall'età di 13/14 anni fino all'età di 31 anni, per poi addormentarsi la sera con il tablet in mano?  E poi ritrovarsi dal signor Cavina in persona, a calpestare le rampe di Alvaro quelle stesse rampe calpestate dai migliori freestyler al mondo? O partecipare alle manifestazioni come fanno gli altri piloti? Signori questo volevo fare! Questa, ragazzi, è pura magia, non più un sogno ma pura e vera realtà! “

Per finire un consiglio per chi vuole iniziare questo meraviglioso sport in sicurezza e considerazioni?

“Prima di tutto questa è una disciplina che ti cerca, ti vuole, ti pretende e tu devi solamente sentirne il naturale richiamo!

Se ti alzi la mattina e ti dici: dai proviamo!

Massima attenzione! Usualmente se non c’è massima convinzione è meglio lasciare perdere! Le improvvisazioni qui non sono ammesse e spesso chi improvvisa è il primo a lasciare quando il gioco si fa duro.

Non basta solo la volontà di pubblicare qualche post sempliciotto sui social del tipo “io faccio freestyle motocross…”

Il rischio è quello di farsi male seriamente, un po' come ho fatto io all’inizio.

Io sapevo però che comunque quella cosa tanto agognata l’avrei fatta comunque! Io ci dovevo riuscire e ci sarei riuscito.

Un freestyler straniero, che ammiro e seguo costantemente, una volta mi disse: la parola freestyle motocross, deve essere rispettata.

Ricordo anche quella volta che venni ripreso quando andai a saltare in un circo, a 14 metri e mi dissero: quello non è freestyle motocross è “m…”.  

Adoro il freestyle motocross straniero perché è crudo e incisivo!

In Italia siamo piuttosto “spocchiosi” e siamo a volte convinti di sapere tutto ma ci dimentichiamo spesso da dove siamo partiti.

Basta solo riguardare i video di non molti anni fa: era già tanto se saltavano su un atterraggio.

Ecco che se uno vuole veramente fare freestyle un buon consiglio è sempre quello di affidarsi ad un team di esperti a seconda della zona di residenza e a muso duro affrontare le ore e ore di pratica per acquisire la sicurezza necessaria ed indispensabile per affrontare questo sport che non è solo un semplice sport ma è un vero e proprio stile di vita… ma non per tutti!  

 

Grazie Mattia per questo splendido salto che ci ha fatto conoscere questo sport e la sua persona.

Un sincero in bocca al lupo per le tue future attività!

E per tutti i bikers di qualsiasi estrazione o disciplina: non dimenticate mai quello che dice sempre Nico Cereghini ... mi raccomando:  “casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza, sempre!" E buone corse e buoni salti in sicurezza, a tutti!

“Chi cammina talvolta cade. Solo chi sta seduto non cade mai.” Cit. Sandro Pertini

 

Alberto Cocetta